La Ferrari Luce è sold-out per tutto il 2027: il lavoro sull'elettrico continua


Data inizio: 03-11-2026 - Data Fine: 03-01-2027


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Ferrari non ha smesso di lavorare sulla tecnologia dell'elettrico dopo la presentazione della Luce, la prima auto a batteria di Maranello.

L'amministratore delegato Benedetto Vigna, durante la conference call sui risultati trimestrali, ha infatti confermato il prosieguo degli attuali programmi di sviluppo perché "per fare 40-40-20 devi lavorare e dare continuità". Il riferimento è all'obiettivo del piano industriale di avere un mix di offerta per il 40% con il termico, il 40% con l'ibrido e il 20% con l'elettrico.

"Noi siamo una società unica perché abbiamo una dimensione di lusso e una dimensione di tecnologia: avere una dimensione di tecnologia ti consente di sviluppare l'innovazione lungo tante direzioni; una società che non ha tecnologia ha meno opportunità di differenziazione, di innovazione e di giustificare l'innovazione dell'offerta", ha continuato. "Quando c'è un albero, poi i rami vanno curati".

Ferrari e Tesla: brevetti simili per continuare a innovare

"L'innovazione per noi è fondamentale specialmente quando c'è un mondo incerto e quando vedi le aspettative dei clienti di un certo tipo tu devi innovare. Questa innovazione tocca la propulsione, elettrica e termica e ibrida ovviamente, tocca l'aerodinamica, il controllo dinamico del veicolo, l'interfaccia e i materiali. Questi sono i cinque vettori di innovazione che condividiamo regolarmente con il consiglio di amministrazione", ha aggiunto il manager.

Vigna è quindi tornato a parlare della Tesla Roadster a pochi giorni dalle sue dichiarazioni a Quattroruote Next: "Ho dato dieci in comunicazione e dieci in tecnologia. Quello che quell'auto mostra a noi europei è che si può fare innovazione anche in un mondo dove tanti pensano che non se ne possa fare. Noi abbiamo anche dei brevetti pregressi su cose simili".

Del resto, la Roadster ha dimostrato di poter volare e anche la Ferrari è pronta a fare qualcosa di simile con il progetto Hypersail: "Avremo a breve un oggetto volante, vola su un fluido misto aria-acqua". Nessuna anticipazione, però: "Le innovazioni sono tali quando sono fatte nel momento giusto. Del cambio manuale non abbiamo mai parlato prima, ve l'abbiamo detto quando si è materializzato. Abbiamo tante cose nel paniere, però dovete aspettare".

La Luce è sold-out

Vigna, che ha fatto i complimenti a Kimi Antonelli per la sua recente e storica vittoria del Mondiale Piloti in Formula 1 con la Mercedes, è quindi tornato a fornire delle indicazioni sull'andamento della Luce: "Non abbiamo alcuna criticità sul lato della produzione e neppure su quello della domanda. La produzione procede come previsto, le prime vetture saranno consegnate entro fine anno. Tutto ciò che pianifichiamo di vendere l'anno prossimo è già tutto allocato".

"La Luce, quando viene osservata dal vivo, porta a casa decisamente gli ordini che ci aspettiamo. Ci ha sorpreso, perché per le altre Ferrari la differenza fra il mondo fisico e il mondo digitale era minore", ha aggiunto Vigna, sottolineando come l'elettrica di Maranello sia più "accettata" nei posti "dove c'è un'infrastruttura più sviluppata".

"Le critiche seguite alla presentazione non sono quelle che determinano chi compra poi l'auto", ha ribadito il manager, evidenziando anche un altro aspetto che ha cambiato la percezione dei potenziali clienti: "L'asta che ha tirato su il prezzo a 40 milioni di dollari a Pebble Beach. Le stesse persone sono passate da un giudizio negativo a uno positivo senza mai aver visto la macchina".

Ferrari, ricavi e utili crescono nel terzo trimestre

Insomma, tutto procede a gonfie vele, nonostante la situazione internazionale non sia certo delle migliori. "Non siamo preoccupati ma siamo attenti. Saremmo stolti se non osservassimo con attenzione quello che succede intorno a noi, ma non vediamo un impatto dalla situazione geopolitica né sul lato domanda, anzi il portafoglio ordini continua ad andare avanti, né sul lato supply chain", ha detto Vigna.

Del resto, sono proprio i dati trimestrali a sostenere le affermazioni dell'ad. La Ferrari, infatti, si è dimostrata ancora una volta una macchina da utili senza pari nel panorama automobilistico globale. In particolare, le consegne del terzo trimestre sono calate da 3.401 a 3.368 unità. Durante il periodo sono aumentate le vendite di Amalfi, 296 Speciale, 12Cilindri Spider e Purosangue, mentre è proseguita l'accelerazione delle consegne della 849 Testarossa e della 296 Speciale Aperta e sono iniziate quelle della 849 Testarossa Spider. La Roma Spider, la 296 GTS e la famiglia SF90 XX sono, invece, uscite di produzione e le consegne della F80 sono proseguite in linea con i piani.

L'arricchimento del mix di prodotto, legato soprattutto all'hypercar, e il maggiore contributo delle personalizzazioni hanno quindi spinto i ricavi a crescere del 7% a 1,896 miliardi di euro (+10% a cambi costanti) e hanno annullato l'effetto dei maggiori ammortamenti determinati dall'avvio produttivo di nuovi modelli come la 12Cilindri Manuale e dall'aumento delle spese di marketing. Di conseguenza, il margine operativo lordo è cresciuto del 12% a 753 milioni (+20% a cambi costanti), per un'incidenza sul fatturato di ben il 39,7% (era al 37,9% un anno fa).

L'utile operativo è quindi migliorato del 12% a 563 milioni (+23% a cambi costanti) e il relativo margine dal 28,4% al 29,7%, mentre i profitti sono balzati del 13% a 431 milioni, per un utile per azione di 2,44 euro (2,14 un anno fa). La Ferrari conferma anche una forte capacità di generare cassa: il Free Cash Flow delle attività industriali è aumentato del 43% a 567 milioni, nonostante spese in conto capitale aumentate a 226 milioni. Inoltre, la posizione finanziaria netta presenta un saldo positivo per 219 milioni, a fronte del debito per 131 milioni al 30 giugno.

Ferrari alza ancora le previsioni per il 2026

L'andamento del terzo trimestre ha quindi dato una nuova spinta al consuntivo annuale. Malgrado un calo delle consegne da 10.488 a 10.170 unità, i ricavi sono saliti del 6% a 5,682 miliardi, l'Ebitda dell'8% a 2,23 miliardi (margine al 39,2%), l'utile operativo del 7% a 1,716 miliardi (margine al 30,2%) e i profitti del 7% a 1,3 miliardi.

La Ferrari, che come detto ha battuto le attese degli analisti (ricavi a 1,89 miliardi, Eps a 2,37 euro), ha quindi rivisto al rialzo le previsioni sul 2026 anche per tener conto, tra le altre cose, di "personalizzazioni più forti di quanto inizialmente ipotizzato" e di un "impatto valutario negativo inferiore alle attese". La stima sui ricavi passa da 7,6 a 7,65 miliardi, quella sull'Ebitda da 2,97 a 3 miliardi, sull'utile operativo da 2,26 a 2,285 miliardi, sull'Eps da 9,68 a 9,85 euro e sui flussi di cassa da 1,55 a 1,65 miliardi.

"Le consegne della nostra supercar F80 e le personalizzazioni, guidate dalla famiglia delle Ferrari 296 Speciale, sostengono la robusta crescita finanziaria e riflettono il desiderio sempre più forte dei nostri clienti di rendere ogni Ferrari unica e personalizzata. Sulla base di questi solidi risultati rivediamo ulteriormente al rialzo la guidance per l'anno", ha commentato Vigna. "Il nostro portafoglio ordini raggiunge ora il 2028 e quest'anno abbiamo ancora due lanci in programma. Questo ci rende particolarmente orgogliosi perché vuol dire che abbiamo i prodotti giusti per i clienti e i clienti amano ciò che noi facciamo".




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