Auto più vendute in Italia: a ottobre ci sono due modelli cinesi nella top ten


Data inizio: 02-11-2026 - Data Fine: 02-01-2027


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Prosegue il periodo positivo per il 2026: dopo l'exploit di settembre (+10,2%), a ottobre il mercato auto italiano registra una crescita del 4,7%. Secondo quanto riferisce Unrae, negli ultimi 31 giorni le nuove immatricolazioni sono state 133.715, a fronte delle 127.687 dello stesso mese del 2025.

Come sempre, a trainare i risultati positivi sono soprattutto le motorizzazioni elettrificate: le elettriche registrano un +28,1% e arrivano a una quota di mercato del 6%, in crescita rispetto a ottobre 2025, ma meno rispetto al 7,6% dello scorso settembre; le plug-in aumentano dell'80,7% (12,7% del mercato), mentre le ibride non ricaricabili salgono del 12,1% (49%).

Dall'inizio dell'anno, secondo le elaborazioni Unrae, le immatricolazioni complessive sono state 1.416.389, contro le 1.305.489 del 2025: un aumento su base annua dell'8,5%. Il confronto con il 2019 mantiene un divario "marcato", pari a -13,8%, con 224.000 unità ancora "mancanti all'appello". In virtù della "recente revisione favorevole dello scenario macroeconomico e della spesa per consumi", l'associazione delle Case estere ha quindi deciso di rivedere al rialzo la stima di chiusura del 2026, attesa a 1.640.000 unità.

1. Fiat Pandina

Intoccabile, come sempre, la prima posizione della citycar di Pomigliano d'Arco, che rimane la più venduta anche a ottobre, con 7.191 nuove immatricolazioni. La Pandina è disponibile con il motore 1.0 mild hybrid da 65 CV.

2. Dacia Sandero

La Sandero torna a conquistare il secondo posto con 4.222 nuove unità immatricolate a ottobre. Nella graduatoria generale da inizio anno si conferma terza. Da un paio di mesi è in commercio anche la motorizzazione full hybrid, che affianche le versioni a benzina e Gpl.

3. Jeep Avenger

La B-SUV americana continua a rimanere sul podio delle auto preferite dagli automobilisti italiani: a ottobre è terza, con 3.961 immatricolazioni. La Avenger è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe) e full electric.

4. Toyota Yaris Cross

A ottobre conquista posizioni anche la sorella a ruote alte della Yaris, oggetto di un recente restyling: sono 3.858 le nuove targhe degli ultimi 30 giorni. Solo full hybrid le motorizzazioni, da 116 e 131 CV (anche con 4 ruote motrici).

5. MG ZS

Balzo in avanti importante per la SUV della Casa anglo-cinese, oggetto di un importante rinnovamento lo scorso anno e che a settembre chiudeva la classifica in decima posizione: negli ultimi 31 giorni sono stati 3.006 gli esemplari di nuova immatricolazione. La ZS è disponibile con motorizzazioni benzina e full hybrid.

6. Toyota Yaris

La full hybrid giapponese, da cui deriva anche la Yaris Cross, scala di un posto e si classifica sesta nella top ten di ottobre, grazie alle 2.941 nuove immatricolazioni. Dall'inizio dell'anno è al nono posto (lo scorso mese era undicesima).

7. Citroën C3

Con 2.930 nuove immatricolazioni, la compatta francese sale al settimo posto della classifica di ottobre. Come la cugina di piattaforma, la Grande Panda (uscita dalla top ten), è disponibile con motori benzina, ibridi e full electric.

8. Renault Clio

Stabile la sesta generazione della compatta francese, che questo mese registra 2.827 nuove targhe. Nella graduatoria di vendita dall'inizio dell'anno è settima. La nuova Clio è disponibile con motori benzina, full hybrid e bifuel a Gpl.

9. BYD Seal U DM-i

Il secondo modello cinese a entrare nella top ten registra, nel mese di ottobre, 2.588 nuove targhe. Oltre alla versione ibrida plug-in, questa SUV di segmento D è disponibile anche con motorizzazione full electric.

10. Toyota Aygo X

Come anche a luglio, la Casa giapponese piazza tre modelli nella top ten di ottobre: la citycar, che da qualche mese è stata aggiornata e monta il motore full hybrid della Yaris, registra 2.509 nuove immatricolazioni. Nella classifica da inizio anno è ottava. 11. FIAT Grande Panda: 2.431
12. Volkswagen T-Roc: 2.252
13. Renault Captur: 2.172
14. Kia Sportage: 2.090
15. Audi Q3: 2.076
16. Volkswagen Tiguan: 2.038
17. BMW X1: 2.021
18. Peugeot 208: 2.021
19. Dacia Duster: 1.908
20. Mercedes GLA: 1.869
21. Opel Corsa: 1.747
22. Volkswagen T-Cross: 1.670
23. Ford Puma: 1.622
24. BYD Atto 2 DM-i: 1.581
25. Omoda 5: 1.549
26. FIAT 500: 1.413
27. Toyota C-HR: 1.398
28. Nissan Qashqai: 1.383
29. Peugeot 3008: 1.324
30. MG MG3: 1.304
31. FIAT 600: 1.235
32. Volkswagen Polo: 1.177
33. Volkswagen Golf: 1.158
34. Jaecoo 7: 1.138
35. Suzuki Swift: 1.101
36. Kia Picanto: 1.006
37. Alfa Romeo Junior: 982
38. MG HS: 947
39. Audi A3: 941
40. Kia Stonic: 937
41. Jaecoo 5: 921
42. BMW X3: 902
43. Hyundai Tucson: 890
44. Suzuki Vitara: 861
45. Nissan Juke: 860
46. Peugeot 2008: 848
47. Jeep Compass: 847
48. Cupra Formentor: 845
49. DR DR5: 822
50. Ford Kuga: 812

I gruppi e i marchi

Per quanto riguarda i costruttori, a ottobre il gruppo Stellantis si conferma al primo posto, pur registrando un -9,40%: 30.334 veicoli contro i 33.481 dello stesso mese del 2025. Unico segno positivo del mese per Fiat (+6,11%), in discesa tutti gli altri brand: Alfa Romeo (-36,57%), Citroën (-10,74%), DS (-69,11%), Jeep (-2,07%), Lancia (-42,16%), Maserati (-6,14%), Opel (-30,91%) e Peugeot (-12,58%).

Segno meno anche per il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 20.372 contro le 21.708 di ottobre 2025, con un risultato di -6,15%. Registrano risultati positivi solo Cupra (+4,14%) e Lamborghini (+45,45%), mentre scendono Audi (-1,42%), Seat (-18,29%), Skoda (-20,03%) e Volkswagen (-4,98%). Registra un mese in calo anche gruppo Renault, che con 12.929 immatricolazioni perde il -5,02%: giù Dacia (-9,64%) e Alpine (-20%), in leggera salita il marchio della Losanga (+0,86%).

Crescono il gruppo Toyota (+5,85%, 12.022 targhe), Kia (+17,58%), Nissan (+16,10%), Tesla (+94,14%), Honda (+19,76%), Jaguar Land Rover (+31,93%), Ferrari (+89,66%), Lynk & Co (+86,90%), Polestar (+4,88%) e Aston Martin (+120,00%). Scendono BMW (-2,06%), Mercedes (-11,13%), Ford (-12,25%), Hyundai (-30,76%), Suzuki (-0,20%), il gruppo DR (-24,63%), Volvo (-15,28%), Mazda (-0,70%), Porsche (-15,71%), Subaru (-2,09%) e Lotus (-43,75%).

Sul fronte cinese, continuano a registrare risultati record quasi tutti i brand: MG (+37,92%), BYD (+220,65%), Omoda & Jaecoo (+171,83%), il gruppo Chery (+182,45%), Leapmotor (+455,56%), EMC (+23,61%), Geely (+1058,49%), il gruppo AT Flow con KGM e Xpeng (+119,29%), Dongfeng (+414,71%), Deepal (520 immatricolazioni, lo scorso anno non era presente). In calo invece SWM (-8,41%) e DFSK (-83,33%).

Le alimentazioni

Continua la crescita delle elettriche, anche se a un ritmo meno serrato rispetto al periodo degli incentivi (con l'onda lunga che ne è seguita): a ottobre sono state immatricolate 8.122 nuove BEV, contro le 6.339 dello stesso mese del 2025, con una crescita del 28,1% e una quota di mercato del 6,1% (7,8% da inizio anno). Le più vendute sono la BYD Dolphin Surf (632 unità), seguita da Leapmotor T03 (450) e Tesla Model Y (335).

Bene anche le ibride plug-in: le nuove immatricolazioni sono state 17.008 contro le 9.413 dell'anno scorso, con un incremento dell'80,7% e una quota di mercato dell'12,7% (9,8% su base annua). Le ibride non ricaricabili sfiorano la metà del mercato, con una quota del 49%: a settembre le nuove targhe sono state 65.563 (contro le 58.466 dell'anno scorso), pari a un +12,1%.

Continua invece anche a ottobre il crollo delle alimentazioni tradizionali: le auto a benzina perdono il 18,1% e scendono al 17,8% di quota di mercato (22,8% a ottobre 2025), mentre quelle a gasolio perdono addirittura il 40,5%, passando dal 9,4% dell'anno scorso al 5,3% del totale. In caduta anche il Gpl (-2,6%), con la quota di mercato che passa dal 9,7% al 9%.

I commenti di Unrae e Motus-E

L'associazione delle Case estere mette in evidenza la "forte divergenza tra vetture elettriche pure e le ibride plug-in", e che "rende evidente come, in assenza di misure strutturali, l'elettrico puro non possa camminare da solo". Il risultato delle BEV, prosegue Unrae, rappresenta un "livello sconcertante per un Paese come l'Italia, secondo mercato per volumi della UE". "La transizione energetica non può trasformarsi in un percorso riservato a pochi: richiede politiche strutturali", sottolinea il presidente di Unrae Roberto Pietrantonio: "gli italiani non vanno convinti: vanno messi nelle condizioni di scegliere la transizione. Con le elettriche pure che galleggiano tra il 6 e il 7%, la transizione italiana rimane ferma ai box".

Torna a crescere il "divario tra Italia ed Europa sulle elettriche, ed è un segnale estremamente preoccupante per il nostro Paese", avverte il presidente di Motus-E Fabio Pressi. "Così facendo rimarremo tra i più esposti alla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili". "Stupisce che neanche una frazione dei fondi liberati dallo scostamento di bilancio – che pure devono essere utilizzati per elettrificare i consumi, inclusi i trasporti – sia stata al momento destinata alla tecnologia che più di ogni altra può contribuire a limitare in modo strutturale la dipendenza dell'Italia dalle importazioni petrolifere", conclude Pressi. Di questo passo, conclude l'associazione della filiera della mobilità elettrica, "diventeremo un mercato di Serie B".

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