Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1. Il terzo posto nel Gran Premio di Città del Messico consegna al ventenne della Mercedes il titolo con quattro gare d'anticipo: è il più giovane iridato della storia e il primo italiano a riuscirci dai tempi di Alberto Ascari, nel 1953.
La vittoria va però a Max Verstappen, che precede Lewis Hamilton dopo una gara segnata da una bandiera rossa e due ripartenze. Leclerc chiude quarto, davanti a Norris e Russell. Per la Ferrari, che nelle prime curve aveva entrambe le macchine davanti a tutti, la corsa cambia subito con il duello tra i suoi piloti.
Hamilton scatta dalla pole e mantiene il comando alla prima staccata, con Leclerc alle spalle. Il confronto si accende in curva 4: il monegasco attacca all'esterno, entrambe le Ferrari finiscono fuori pista e Charles rientra davanti. Lewis perde anche la seconda posizione, a vantaggio di Verstappen. I commissari assegnano poi cinque secondi di penalità a Leclerc per aver lasciato il tracciato traendone un vantaggio.
Anche Russell compromette la propria gara nel primo giro: dopo aver perso terreno al via, tocca Hadjar in curva 6 e lo manda in testacoda. Per il pilota della Mercedes arrivano poi dieci secondi di penalità che compromettono ogni cosa.
Leclerc porta il margine su Verstappen intorno ai cinque secondi, ma al momento delle soste il vantaggio non basta. Al giro 28 i due rientrano insieme e, mentre il ferrarista sconta la penalità, Max gli passa davanti. La Red Bull monta le soft dopo essere partita con le medie; le Ferrari seguono il percorso opposto. Hamilton si ferma un giro più tardi e resta alle spalle di entrambi.
Antonelli prosegue invece fino al termine del 43° giro con le soft della partenza, guidando a lungo la corsa mentre gli altri hanno già effettuato il cambio gomme. Quando rientra per montare le medie, torna in pista quarto, dietro Verstappen e alle due Ferrari.
Poco dopo, Bottas finisce violentemente contro le barriere della prima curva, a causa di un cedimento della sospensione anteriore sinistra della sua vettura. Il finlandese esce dalla Cadillac con le proprie gambe, ma l'impatto rende necessarie le riparazioni delle protezioni. Prima entra la Safety Car, poi viene esposta la bandiera rossa: il Gran Premio resta fermo per circa quaranta minuti.
Hamilton aveva approfittato della neutralizzazione per un secondo cambio gomme, scivolando dietro Antonelli. Durante l'interruzione, però, la direzione gara rivede l'ordine di ripartenza sulla base del rilevamento precedente: Lewis viene ricollocato terzo, alle spalle di Verstappen e Leclerc, con Kimi quarto.
Al giro 47 si riparte dalla griglia. Hamilton scatta dalla terza casella, supera Leclerc e attacca Verstappen per la prima posizione. Tra la Ferrari e la Red Bull c'è anche un contatto, senza provvedimenti dei commissari, ma Max conserva il comando.
Leclerc blocca invece le ruote alla prima staccata e spiattella una gomma. Al passaggio successivo Antonelli lo supera in curva 1 e sale terzo. Le vibrazioni accompagnano il monegasco per tutto il resto della corsa: Norris lo attacca ripetutamente, ma Charles riesce a difendere la quarta posizione.
Al giro 59 il contatto tra Piastri e Lindblad manda la Racing Bulls contro le barriere e richiama in pista la Safety Car. L'australiano prosegue con la McLaren danneggiata, mentre il gruppo torna a ricompattarsi.
La gara riprende al giro 63. Hamilton resta vicino a Verstappen fino all'ultimo passaggio, senza riuscire a superarlo: l'olandese conquista così la terza vittoria della stagione. Antonelli completa il podio, staccato di quattro secondi dal vincitore.
Alle spalle di Leclerc, Norris e Russell, Piastri conclude settimo. Colapinto porta l'Alpine all'ottavo posto, davanti a Lawson, risalito dalla pit lane fino alla zona punti, e a Gasly. Restano fuori dai primi dieci Bortoleto e Hadjar. Ritirate entrambe le Aston Martin di Alonso e Stroll; fuori anche Bearman, dopo un contatto con Hülkenberg.
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