In particolare, le consegne sono scese del 16% a 178.532 unità, ma i ricavi sono diminuiti di appena il 5,9%, a 25,28 miliardi di euro, grazie ai primi effetti di una strategia produttiva e commerciale incentrata sul miglioramento del mix di prezzo e prodotto. Il nuovo approccio al mercato è stato avviato prima dell'arrivo al vertice di Michael Leiters, ma ha trovato piena conferma nel piano industriale presentato di recente dal nuovo amministratore delegato.
Proprio la migliore qualità delle vendite si è riflessa sulla redditività, con un utile operativo salito da 0,04 a 1,74 miliardi di euro e il relativo margine passato dallo 0,2% al 6,9%. Sugli utili, però, hanno influito anche i minori costi legati alle strategie di riallineamento varate l'anno scorso: i relativi oneri sono calati da 2,7 miliardi a circa 500 milioni di euro, consentendo, per esempio, al margine operativo lordo delle attività automobilistiche di salire dall'11,9% al 17,3%.
Gli effetti positivi si riscontrano anche sulla cassa. I flussi netti del settore Automotive sono cresciuti da 1,34 a 2,5 miliardi di euro, con proventi per circa 1 miliardo generati dalla dismissione delle partecipazioni in Bugatti Rimac e Gruppo Rimac, che hanno compensato diversi esborsi una tantum: tra 100 e 200 milioni di euro in relazione al riallineamento strategico, 250 milioni per l'ulteriore finanziamento degli obblighi pensionistici e 200 milioni di oneri sui dazi statunitensi. Di conseguenza, la liquidità netta è aumentata di 884 milioni di euro, raggiungendo gli 8,23 miliardi.
Un ulteriore segnale di ripresa arriva dalla conferma delle prospettive finanziarie per il 2026. Nonostante il "persistente contesto economico difficile e le incertezze geopolitiche", Porsche prevede sempre un fatturato compreso tra 35 e 36 miliardi di euro e un margine operativo tra il 5,5 e il 7,5%.