Dentro, la rivoluzione è soprattutto software: restano il quadro strumenti da 12,3 pollici e lo schermo centrale verticale da 11,9, ma arriva il sistema operativo MB.OS, con assistente vocale evoluto. La novità più azzeccata è sul volante: addio ai comandi capacitivi, tornano i tasti fisici. Una retromarcia salutare, perché in auto i comandi devono essere facili da trovare al tatto, non un esercizio di precisione con gli occhi.
Dietro c'è spazio per due adulti; il quinto passeggero paga il prezzo del tunnel centrale. Il bagagliaio offre 490 litri, che diventano 1.510 abbattendo gli schienali nel rapporto 40:20:40. Bene la soglia di carico, bassa e a filo del piano: caricare valigie e borse è più semplice.
Dentro il cofano c'è il 2.0 turbodiesel della famiglia FAME (Family of Modular Engines), con basamento in alluminio e trattamento Nanoslide, una tecnologia sviluppata per ridurre gli attriti. Il quattro cilindri è abbinato al sistema mild hybrid a 48 volt, con motore elettrico integrato nel cambio automatico 9G-Tronic: fino a 23 CV e 205 Nm di supporto nelle fasi in cui serve più spinta. Il risultato atteso è una risposta più pronta ai bassi regimi e uno Start-Stop meno avvertibile.
La sorpresa, però, può arrivare nelle manovre. A richiesta (come per la versione precedente), l'asse posteriore sterzante fino a 2,5 gradi riduce il diametro di sterzata a 10,64 metri: alle basse velocità le ruote posteriori girano in direzione opposta a quelle anteriori, aiutando la Wagon a chiudere le curve; oltre i 100 km/h sterzano invece nello stesso senso, a vantaggio della stabilità nei cambi di corsia.
L'assetto rivisto, con quadrilatero anteriore e multilink a cinque bracci al posteriore, punta a contenere il rollio senza compromettere il confort sulle sconnessioni. Ma il suo numero migliore resta quello alla pompa.
Durante il test i consumi si sono attestati fra i 4,5 e i 5 l/100 km: con un serbatoio da 66 litri, l'autonomia teorica della Mercedes Classe C Station Wagon oscilla così fra i 1.320 e i 1.467 km.
Naturalmente, il risultato cambia con il percorso e il ritmo di guida, e il nostro Centro Prove ci saprà dare tutte le certezze del caso. Ma intanto, il messaggio è chiaro: in un'epoca in cui l'autonomia è al centro dell'attenzione, questa Mercedes può attraversare mezza Europa con una sola sosta al distributore. Non è nostalgia del diesel, ma la dimostrazione che, per chi macina chilometri, efficienza significa anche perdere meno tempo e fermarsi il minimo indispensabile.