Questa iniziativa, nata da Quattroruote, Federazione Ciclistica Italiana (FCI) e Skoda Italia, con la collaborazione di ACI e Polizia di Stato, riunisce chi guida e chi pedala intorno a un obiettivo comune: aumentare la sicurezza per ciclisti e automobilisti.
Presentata il 26 ottobre nel nostro Centro prove di Vairano, Stessa Strada è stata anticipata da un sondaggio pensato per andare oltre la contrapposizione tra i due mondi e capire come gli automobilisti vedono i ciclisti e viceversa, quali sono i problemi di “convivenza” e cosa si può fare per risolverli. Un carotaggio necessario per arrivare alla radice del problema senza fermarsi ai soliti luoghi comuni. E già dal campione emerge una notizia: degli oltre quattromila intervistati, tutti lettori di Quattroruote o associati della FCI, quasi la metà (il 48%) va sia in bici sia in auto.
Ma vediamo cosa dicono. La sicurezza percepita sulla strada si ferma a 3,5 su 10 e oltre la metà (53,9%) vi assegna un voto tra 0 e 3. Netta, invece, la distanza nella percezione del pericolo. I ciclisti misurano il proprio livello di rischio a 8,4 su 10, contro il 5,4 indicato dagli automobilisti.
Anche le cause indicate sono diverse. Chi guida punta il dito soprattutto sulle infrazioni dei ciclisti, come il passaggio con il semaforo rosso o l'andare contromano (86,3%), e sul procedere affiancati occupando il centro della carreggiata (63,1%). Chi pedala, invece, segnala il rischio dell'uso dello smartphone alla guida (73,9%) e la mancata precedenza (72,4%).
La medesima distanza di punti di vista emerge anche alla domanda “chi deve adattarsi?”. Tra gli automobilisti il 53,1% chiede uno sforzo equo a entrambe le parti e il 28,9% più formazione per i ciclisti. Il 66,2% di questi ultimi, invece, ritiene che debbano essere soprattutto gli automobilisti ad adattarsi, mentre solo il 34,1% è favorevole alle Zone 30 nei centri urbani.
Le due prospettive convergono però sulle soluzioni. La misura ritenuta più efficace è una maggiore educazione stradale per tutti, indicata dal 64,6% degli intervistati: è un dato trasversale, che mette d'accordo ciclisti (62,9%) e automobilisti (67,5%). Seguono infrastrutture e piste ciclabili separate, continue e ben progettate (45,1%), e maggiori controlli e sanzioni, con una più forte presenza delle forze dell'ordine (42,2%).
Visione comune anche sul piano dei valori: il 53,8% degli intervistati indica il rispetto come principio guida della convivenza sulla strada, una convivenza che il 68,2% ritiene possibile. D'altronde, siamo sulla stessa strada: è bene ricordarselo.