Jean Todt: "Per la sicurezza stradale servono leggi chiare, educazione e tecnologia responsabile”


Data inizio: 22-10-2026 - Data Fine: 22-12-2026


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In occasione della presentazione del Calendario Pirelli a Nuova Delhi, Jean Todt, inviato speciale dell'Onu per la sicurezza stradale ed ex numero uno della Ferrari, ha lanciato l'allarme sulla "Pandemia Silenziosa" degli incidenti stradali. Ogni anno si contano 1,2 milioni di vittime e 50 milioni di feriti nel mondo, prima causa di morte tra i giovani dai 5 ai 29 anni. Nella sola India le vittime sono 220.000 all'anno.

Le soluzioni ci sono, come ci ha detto lo stesso Todt in un'intervista. Infatti, per dimezzare questi numeri, il manager transalpino punta su educazione, rispetto delle regole, qualità di veicoli e strade, soccorsi efficienti e vendita obbligatoria di caschi omologati a basso costo insieme ai ciclomotori.

Ha parlato di sicurezza e distrazione a bordo. Oggi vediamo troppi display full touch nelle auto che sostituiscono i tasti fisici, aumentando il rischio al volante. Si sta facendo qualcosa di concreto sull'ergonomia? 
È un problema reale ed estremamente serio legato direttamente alla distrazione durante la guida. La gran mole di informazioni a cui il conducente ha accesso oggi a bordo del veicolo rappresenta un rischio concreto per la sicurezza stradale. Per limitare i pericoli si sta puntando molto sullo sviluppo dei comandi e delle informazioni vocali, ma l'impatto dei display digitali sull'ergonomia di guida resta una questione aperta che richiede la massima attenzione.

Come stanno rispondendo i governi alla proposta di rendere obbligatoria la vendita del casco insieme alla motocicletta? Quali Paesi sono più ricettivi? 
C'è un interesse concreto e diffuso da parte delle istituzioni. Dopo i vertici ministeriali delle Nazioni Unite a Marrakech e New York, il Marocco è stato il primo Paese ad approvare una legge che obbliga a vendere ogni motocicletta con due caschi inclusi. In Cina ho riscontrato grande attenzione: la mobilità a quattro ruote è cresciuta con tecnologie affascinanti, ma per quanto riguarda le due ruote circolano ancora mezzi vecchi con troppi conducenti senza casco, rendendo la nostra azione una priorità da portare avanti quotidianamente.

La sicurezza dipende dalle auto, ma anche dalle infrastrutture. E Pirelli con Cyber Tyre sta lavorando attivamente per analizzare l'asfalto stradale ed evidenziare buche e problemi vari. C'è un piano di intervento per migliorare le reti stradali di Paesi come l'Italia? 
La qualità della rete stradale e la manutenzione dell'asfalto rappresentano un elemento importante, ma a livello globale non costituiscono il problema principale. Per ridurre drasticamente gli incidenti, i due pilastri prioritari su cui intervenire restano l'educazione stradale e il rigoroso rispetto delle leggi, norme che molto spesso esistono già nei singoli Paesi ma sfortunatamente non vengono osservate dai conducenti. Anche la segnaletica e la qualità delle infrastrutture giocano comunque un ruolo significativo. Per quanto riguarda nello specifico l'Italia, ho avuto l'opportunità di confrontarmi e lavorare a stretto contatto con il ministro Matteo Salvini e con diversi prefetti: da parte loro ho riscontrato una notevole attenzione e un grande impegno orientato a migliorare la sicurezza della rete viaria e a ridurre progressivamente il numero di vittime e feriti sulle strade.


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