Elettriche usate, quanto dura la batteria? Dopo 80.000 km resta quasi il 90%


Data inizio: 14-10-2026 - Data Fine: 14-12-2026


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Le batterie delle auto elettriche mantengono quasi il 90% della capacità originale dopo più di 80.000 chilometri. È il dato che emerge in maniera evidente dallo studio "Quanto vale un'auto elettrica usata? La risposta è nella batteria", realizzato da Motus-E e Quattroruote Professional, sulla base di migliaia di casi reali.

E non è tutto: dopo questa soglia il degrado rallenta sensibilmente, attestandosi intorno all'80% dopo circa 200.000 km. Un valore che viene confermato anche su base temporale: dopo circa sette anni di utilizzo, negli accumulatori delle auto elettriche rimane ancora più dell'87% della capacità iniziale. Una variazione che, nell'uso quotidiano, risulta quasi impercettibile in termini di autonomia.

Auto elettriche usate, quanto conta la batteria

Lo studio punta però a un secondo obiettivo: correggere il modo in cui il mercato dell'usato valuta queste automobili. Finora le elettriche di seconda mano sono state quotate con modelli derivati dalle endotermiche, che non tengono conto del parametro decisivo per questa tipologia di veicoli, ossia lo stato di salute della batteria, o SoH (State of Health).

Come cambia la quotazione in base allo stato della batteria

Quattroruote Professional ha quindi sviluppato un algoritmo proprietario che mette in relazione diretta SoH e valore residuo dell'auto, correggendo la quotazione quando lo stato rilevato si discosta di oltre il 3% dal livello atteso: in questo modo vengono premiate le vetture con batterie in condizioni migliori e penalizzate quelle che mostrano un degrado superiore alla media.

Batterie delle elettriche usate, il nodo della trasparenza

Uno dei problemi principali nel mercato delle elettriche usate rimane la trasparenza: a oggi, meno del 3% degli annunci di elettriche usate riporta informazioni sullo stato di salute della batteria. Una lacuna che, secondo lo studio, spinge - erroneamente - le quotazioni verso il basso, penalizzando tanto i venditori quanto gli acquirenti, e che paradossalmente impedisce di sfruttare un vantaggio specifico dell'elettrico, ovvero la possibilità di verificare con precisione lo stato del componente più rilevante del veicolo.

La proposta di Motus-E, che raccoglie i principali operatori del settore della mobilità elettrica, è integrare il valore del SoH nei modelli di calcolo del valore residuo, rendendolo obbligatorio in tutti gli annunci grazie a un formato standardizzato e verificabile.




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