Con i suoi 4,16 metri, la Ioniq 3 rimane abbastanza compatta da non mettere in difficoltà negli spazi stretti. Eppure, una volta a bordo, la sensazione è quella di trovarsi su un'auto più grande. Il passo di 2,65 metri e il pavimento piatto aiutano a sfruttare bene l'abitacolo, anche dietro, dove possono viaggiare tre persone. Il bagagliaio, poi, mette insieme 322 litri nel vano principale e altri 119 nel Megabox, per un totale di 441 litri. Non male per un'auto di queste dimensioni, che può tranquillamente ambire al ruolo di unica vettura di famiglia, senza dover necessariamente scegliere una SUV più ingombrante. L'ambiente interno segue la stessa filosofia degli esterni: niente soluzioni scontate. Hyundai parla di “Furnished Space”, un abitacolo concepito per essere accogliente, con una plancia dalle forme essenziali e materiali che richiamano un ambiente domestico. Al centro c'è il display dell'infotainment, da 12,9 o 14,6 pollici, affiancato da uno schermo per il conducente. Il sistema Pleos Connect, basato su Android Automotive, è aggiornabile da remoto e integra le principali funzioni di connettività. Dietro, oltre allo spazio per le gambe, ci sono le bocchette dell'aria e il bracciolo centrale: dettagli che fanno la differenza quando l'auto viene utilizzata tutti i giorni.
È però guidando che la Ioniq 3 tira fuori un carattere che non ti aspetti. Lo sterzo è il primo a farsi notare: ha un feedback piacevole, restituisce con una certa dovizia di particolari ciò che accade sotto le ruote e accompagna un avantreno che risponde con prontezza nel seguire le traiettorie impostate. La corona piuttosto piccola accentua questa sensazione, dando l'impressione di avere tra le mani un'auto agile e immediata, soprattutto quando la strada comincia a curvare.
La potenza dichiarata, a prima vista, non sembra particolarmente elevata. La versione Long Range, per esempio, ha "solo" 135 CV. Ma al volante la risposta è tutt'altro che pigra: lo scatto è deciso e la vettura riprende velocità con una vivacità che i numeri, da soli, non lasciano intuire. Tanto che, nei tornanti più stretti, basta chiedere un po' troppo all'acceleratore per avvertire le ruote anteriori che perdono aderenza. Una reattività che rende la guida piacevole, ma che invita anche a dosare il gas in uscita di curva.
Bene anche l'insonorizzazione, curata per la categoria: l'abitacolo rimane ben isolato dai rumori esterni e contribuisce a rendere gradevoli anche i trasferimenti più lunghi. Una qualità importante per un'elettrica che, per spazio e versatilità, non vuole essere soltanto la seconda auto di casa.