Gli ADAS riducono gli incidenti, ma chi li controlla?


Data inizio: 01-10-2026 - Data Fine: 01-12-2026


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La frenata automatica d'emergenza, il mantenimento della corsia e il cruise control adattivo contribuiscono ogni giorno a evitare incidenti o a limitarne le conseguenze. Eppure c'è un paradosso: sulle strade circolano milioni di auto dotate di ADAS, ma oggi la revisione periodica non prevede un controllo sistematico del corretto funzionamento di questi sistemi.

Da qui la proposta di introdurre verifiche specifiche durante la revisione, discussa oggi a Roma nella sede dell'ACI - Automobile Club d'Italia durante il convegno "La sicurezza invisibile", dedicato ad ADAS, manutenzione e prevenzione nell'ambito di Autopromotec - The Dialogues.

La questione è tutt'altro che teorica. Sostituire un parabrezza, subire un urto o effettuare una riparazione può infatti alterare l'orientamento di radar e telecamere, rendendo necessaria una ricalibrazione. Eppure molti automobilisti potrebbero non esserne consapevoli.

La prima auto a impiegare un cruise control adattivo capace di utilizzare i freni e un sensore radar per regolare la velocità fu la Mercedes-Benz Classe S W220 del 1998. Una vettura che oggi avrebbe 28 anni. La domanda allora sorge spontanea: se circolasse ancora, quello stesso sistema di assistenza alla guida sarebbe in grado di funzionare correttamente?

Il tema è più grande e importante di quanto si pensi. Perché sulle strade oggi viaggiano moltissime auto "stagionate" i cui ADAS potrebbero non essere mai stati sottoposti a una verifica specifica dell'efficienza. E aver superato la fatidica, e da molti odiata, revisione non basta a sciogliere il dubbio, perché questa non prevede un controllo sistematico del loro funzionamento.

Introdotto da Alessandro Lago, direttore responsabile di Quattroruote, e aperto dal saluto dell'onorevole Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, l'incontro ha riunito istituzioni e specialisti del settore.

L'impatto degli ADAS sugli incidenti e l'importanza della ricalibrazione

I dati richiamati da Alessandra Zinno, direttore ACI per l'Educazione Stradale, la Mobilità e il Turismo, confermano il valore di questi sistemi: secondo uno studio della Fondazione Filippo Caracciolo, gli ADAS sono associati a una riduzione del rischio globale di incidente del 38%.

Per la frenata automatica d'emergenza, le riduzioni indicate raggiungono il 35% per i sinistri e il 45% per i tamponamenti. Benefici che, secondo i relatori, devono essere preservati anche attraverso una maggiore consapevolezza dei conducenti sui limiti e sul corretto funzionamento dei dispositivi.

Questi "sensi aggiuntivi" del guidatore, come li ha definiti Andrea Lupi di MAHLE, richiedono però attenzione: dopo determinati interventi sull'auto, una ricalibrazione può essere necessaria per garantire che radar e telecamere continuino a lavorare correttamente.

La proposta: controlli dei sistemi di assistenza durante la revisione

Da qui la proposta di inserire controlli ADAS nelle revisioni, illustrata da Stefano Delfini di NEXION, produttore di attrezzature e software per officine.

Emiliano Pasin di TEXA, azienda specializzata in diagnosi e calibrazione ADAS, ha invece ricordato che il quadro normativo europeo deve ancora essere completato.

Franco Benati di Sipav, società del gruppo CEMB fornitrice di attrezzature per officine, ha sottolineato che gli investimenti in strumenti e formazione vanno spiegati agli automobilisti come parte integrante del mantenimento della sicurezza.

Analisi degli incidenti e cultura della prevenzione

La complessità di queste auto, ormai veri e propri computer su quattro ruote, emerge anche nell'analisi degli incidenti. Mario Porretto, commissario capo tecnico e ingegnere del Servizio Polizia Stradale, ha portato l'esperienza del Laboratorio Centrale Automotive Analytics and Forensics: servono dati più completi per distinguere le azioni del guidatore dagli interventi automatici e comprenderne il contesto.

Un lavoro che richiede collaborazione, come ha ricordato Mauro Severi di AICA (Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature): "Il confronto con enti, istituzioni e stampa è indispensabile per costruire una cultura della prevenzione e accompagnare l'innovazione con regole efficaci e sostenibili".

Dalla manutenzione alle verifiche, fino all'analisi degli incidenti, il filo conduttore è dunque lo stesso: assicurarsi che la sicurezza promessa all'uscita dalla fabbrica accompagni l'auto anche dopo anni di strada e riparazioni. Perché una spia spenta non è una garanzia e la fiducia del guidatore non può sostituire un controllo.




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