La Range Rover Sport Electric ha due motori elettrici che erogano complessivamente 550 CV e 850 Nm di coppia (+13% rispetto al V8 a benzina), alimentati da un pacco batterie cell-to-pack da 118,5 kWh effettivi. Un'architettura che ha permesso di abbassare il baricentro di 73 mm e di incrementare la rigidità torsionale della scocca del 61%.
Il vero fiore all'occhiello resta la gestione della dinamica di marcia, affidata al sistema Adaptive Dynamics, che abbina molle pneumatiche a doppia camera, ammortizzatori multivalvola e barre antirollio attive capaci di esercitare fino a 1.400 Nm di coppia di contrasto. In fuoristrada la profondità di guado e la capacità di traino restano identiche a quelle delle versioni termiche.
Non mancano i dischi freno con trattamento FNC (Ferritic Nitro-Carburizing), che evita l'ossidazione dei freni meccanici. Una circostanza tipica delle elettriche che sfruttano molto la frenata rigenerativa, limitando l'utilizzo di pinze e pastiglie. Con questo trattamento si ottiene quindi la massima risposta dell'impianto frenante fin dal primo affondo sul pedale.
Al volante la sensazione è di grande familiarità e confort. La marcia è riposante, le sospensioni pneumatiche lavorano egregiamente e filtrano le asperità con grande efficacia. Il controllo attivo del rollio dà una mano in curva, mentre il peso - ricordo che sotto l'abitacolo si trova un pacco batterie da ben 118,5 kWh - si fa sentire nei trasferimenti di carico, pur restando sempre sotto controllo grazie al sistema Adaptive Dynamics.
La spinta dei motori elettrici è ben calibrata, progressiva ed efficace, ma mai fastidiosa, come può capitare con alcune elettriche particolarmente potenti.
La mancanza della voce del V8 può lasciare inizialmente sorpresi, ma difficilmente impensierirà chi sceglie la Range Rover Sport Electric. Del resto, l'elettrica si affianca alle altre motorizzazioni della gamma, senza sostituirle.