IP non ha comunicato quale sarà il nuovo tetto massimo, che verrà fissato in base alle varie esigenze e "applicato progressivamente" nelle stazioni di Italiana Petroli, con il supporto di partner e retisti. Al momento non è stata indicata una durata dell'iniziativa. Non esiste dunque un valore numerico prefissato, ma un impegno a introdurre un limite ai prezzi.
Nel frattempo, Socar sta studiando le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da IP e distribuiscono carburanti con i propri marchi su tutto il territorio nazionale.
Diversa la strategia di Eni, che ha già fissato prezzi calmierati: dal 28 settembre "entro le ore 8" e per 30 giorni la benzina sarà venduta a 1,99 euro al litro e il diesel a 2,19 euro nei punti vendita Enilive, comprese le aree autostradali. Rispetto ai livelli medi attuali, il taglio è di circa 17 centesimi al litro.
Il price cap potrebbe essere esteso fino alla fine del 2026, in funzione dell'andamento del mercato e delle condizioni di approvvigionamento.
Non è la prima volta che l'azienda interviene sui listini alla pompa. Nel giugno 2012, dopo i pesanti aumenti delle accise introdotti durante il governo Monti, lanciò infatti l'iniziativa "Riparti con Eni", con sconti fino a 20 centesimi al litro nei weekend.
Intanto oggi il prezzo medio della benzina self service sulla rete ordinaria è di 2,159 euro al litro, in aumento di un millesimo, mentre il diesel sale a 2,377 euro, con un incremento di 2 centesimi rispetto alla rilevazione precedente (fonte Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
In autostrada, la benzina si attesta a 2,254 euro al litro e il gasolio a 2,459 euro.
Dopo l'annuncio di Eni, Assopetroli-Assoenergia ha convocato d'urgenza il Comitato di presidenza per valutare le ricadute delle misure sul settore. Palazzo Chigi ha definito l'intervento un "lodevole atto di attenzione all'Italia", mentre l'opposizione accusa il governo di non avere una strategia strutturale contro il caro carburanti.
Critica la Figisc (sindacato dei gestori di carburante): “Il price cap di Eni ha l'effetto di sconvolgere il mercato della distribuzione”, col riferimento a “un'operazione attuata in forza di una posizione dominante, di dumping e concorrenza sleale”.