Il
nostro mestiere negli ultimi dieci anni, è
cambiato tantissimo. Si è
rivoluzionato, al punto che oggi è quasi difficile dargli un nome.
Chi racconta automobili non scrive soltanto: gira, monta,
parla in camera, costruisce un reel, declina una prova su strada in
quindici secondi di video verticale o la trasforma in un
long-form da venti minuti. Sono
tanti linguaggi diversi, ma è ancora
giornalismo, e come tale ha bisogno di radici solide:
metodo, competenza, la capacità di
verificare e di
spiegare. Da questa convinzione nasce
Storydriver, il programma di
formazione e selezione con cui Quattroruote va a cercare e a formare la
prossima generazione di giornalisti-creator dell'automotive. Il progetto è stato presentato sabato scorso a Milano, sul palco del
Digital Journalism Fest 2026.
Formazione di talenti
Storydriver
non è un talent di creator generici e non è un corso di giornalismo tradizionale. È un
percorso verticale, costruito attorno a una
figura ibrida: chi sa raccontare l'auto e la mobilità con
il ritmo e i format dei social, ma con la
profondità e il rigore che da settant'anni sono il segno di
Quattroruote. A disposizione dei partecipanti c'è ciò che nessun corso può replicare: la
redazione, il
metodo giornalistico della testata e il
Centro Prove di Vairano, il cuore pulsante del lavoro di Quattroruote. Un'iniziativa che nasce in collaborazione con il
Digital Journalism Fest di Francesco Oggiano, che ne ha ospitato il lancio.
Come si partecipa
Le candidature sono aperte
dal 13 giugno al 12 luglio su un
minisito dedicato. Il primo banco di prova è semplice e diretto: un
video reel di presentazione. È lì che si misurano personalità,
capacità narrativa e affinità con il mondo dei motori, ma
non è necessario essere degli esperti: occorre dimostrare di
avere qualcosa da dire e il
modo giusto per dirlo. Dai profili ricevuti, entro il
15 settembre saranno selezionati i
dieci candidati che accederanno alla fase successiva.
Il bootcamp a Vairano
A ottobre i
dieci selezionati saranno protagonisti di un
bootcamp immersivo al Centro Prove di Vairano. Qui non si studia in aula: si lavora sul campo, tra
masterclass e produzione di contenuti reali, affiancati dal
direttore, dai
giornalisti e dai
collaudatori di Quattroruote. Accanto a noi ci sarà
Francesco Oggiano con il suo team di Digital Journalism: da una parte la
materia, il
metodo e l'
accesso alle risorse esclusive di Quattroruote, dall'altra i
formati e i
linguaggi nativi digitali. È in questo incrocio, cultura redazionale consolidata e sensibilità da creator, che sta il
cuore formativo del progetto. Ogni fase, dalla selezione alla sfida finale, diventerà a sua volta
contenuto editoriale: la formazione non è un processo interno, è
il racconto stesso del programma.
La tecnologia XPENG
Per un percorso del genere serve ovviamente
un'automobile da studiare e raccontare e abbiamo scelto
XPENG come partner didattico di
Storydriver: fornirà
le vetture su cui i partecipanti si eserciteranno e il materiale formativo a supporto delle masterclass. Le recensioni
statiche e dinamiche prodotte durante il bootcamp partiranno proprio da quelle automobili e dai dati raccolti dai collaudatori di Vairano -
le stesse analisi su cui da sempre si fonda il metodo Quattroruote. I talenti impareranno a
trasformare quei dati in racconto, mantenendo intatta l'autonomia di giudizio che costituisce da sempre la
garanzia editoriale della testata.
L'opportunità per chi si distingue
Al termine del percorso,
entro il 30 ottobre, verrà selezionato lo Storydriver 2026, il
talento che più si sarà distinto tra tutti i partecipanti. Non un riconoscimento simbolico, ma
l'inizio di un percorso concreto: si apriranno reali possibilità di
collaborazione editoriale con Quattroruote, l'approdo naturale per chi vuole fare del racconto dell'automotive
una professione, e non solo una passione.
Dov'è nato tutto: il DJ Fest
Storydriver ha debuttato in una cornice molto speciale, la seconda edizione del
Digital Journalism Fest, ospitata al
Superstudio+ di Milano, la festa tutta italiana dedicata allo
stato dell'arte dell'informazione e della
comunicazione digitale. Una giornata in cui
creator ed
esperti si sono confrontati su formati, linguaggi social e
intelligenza artificiale: dalla costruzione dei
video virali alle strategie per far
crescere e fidelizzare le community, fino al passaggio - ormai decisivo - dal semplice "follower" alla
community strutturata. Il messaggio emerso è lo stesso che muove Storydriver: oggi
non basta più rifugiarsi nelle formule di ieri, serve
sperimentare e cercare di continuo nuovi modi di raccontare.