È un cambiamento epocale per l'industria dell'auto cinese. D'ora in poi il focus non sarà più sulla sola elettrificazione, ma sull'intelligenza artificiale. A deciderlo non sono stati i costruttori, ma direttamente il Partito. Durante il Quarto plenum, negli scorsi mesi, è stato presentato il piano industriale quinquennale del Paese da qui al 2030. Il motivo di questo cambio di rotta è semplice: la Cina «ha già il dominio delle auto elettriche, ora è il momento di andare oltre». L'ambizione non ha limiti e nei prossimi anni sono attese numerose novità sul fronte dell'IA applicata all'auto. Le prime applicazioni non tarderanno ad arrivare, con assistenti vocali evoluti e soluzioni pensate per rendere l'esperienza di utilizzo più semplice e sicura.
In questo contesto, BYD è stata la più reattiva nel rispondere alle indicazioni del governo, lanciando un nuovo chip per intelligenza artificiale e guida autonoma già in sviluppo da tempo. Si chiama Xuanji A3 ed è stato presentato da Wang Chuanfu, presidente del gruppo, durante un evento globale a Shenzhen, nella sede del costruttore. Ma l'IA è solo uno degli aspetti gestiti da questo processore a 4 nanometri, interamente sviluppato e costruito dal colosso cinese, che punta a riscrivere le regole della guida assistita per le vetture dei marchi BYD, Denza, Yangwang e Fang Cheng Bao. Inizialmente in Cina ma, ancora una volta, anche l'Europa è nel mirino.
Zero incidenti mortali: è questo l'obiettivo che si è prefissata BYD con la nuova generazione del sistema di guida assistita Tianshen, traducibile come «occhio di Dio». Come ha annunciato Wang Chuanfu, grazie al nuovo chip Xuanji A3 promette una reattività cinque volte superiore rispetto a quella umana e una riduzione degli incidenti stradali fino al 90%. Per favorire l'adozione delle nuove tecnologie, in Cina BYD offrirà un'assicurazione che copre tutti i costi relativi a qualsiasi incidente avvenuto con Tianshen attivo. E su qualsiasi modello: la guida assistita avanzata è disponibile su tutta la gamma BYD, dalla Seagull - sorella della nostra Dolphin Surf - alle sportive Denza e Yangwang.Al momento, questo scenario riguarda la Cina, dove BYD punta a un lancio su larga scala della guida assistita di livello 3 entro ottobre 2027, normative permettendo. Il modello sarebbe teoricamente applicabile anche in Europa - dove alcuni costruttori, come Mercedes e BMW, hanno già introdotto sistemi analoghi per poi ridimensionarne la diffusione - ma il quadro normativo rimane più arretrato sul fronte della guida autonoma. Non si tratta però di una tecnologia per pochi: BYD ha già esteso le varie versioni del Tianshen a tutta la gamma, dalle ammiraglie alle utilitarie.
Quella sviluppata da BYD è un'intelligenza artificiale di nuova generazione, gestibile tramite comandi vocali naturali. L'assistente virtuale è in grado di svolgere numerose funzioni: l'ho provato su una Denza Z9GT e mi ha colpito per la capacità di comprendere perfettamente le richieste e arrivare perfino a rispondere con un certo carattere. Dopo avergli chiesto diverse operazioni - regolazione del sedile, attivazione massaggio e ventilazione, acquisto di un caffè con consegna a domicilio - gli ho domandato motorizzazioni e prezzo della BYD Sealion 6. In risposta, la voce mi ha corretto in modo diretto, spiegando che quel modello non esiste e suggerendo che probabilmente intendevo la Sealion 06. Un'interazione sorprendentemente naturale, quasi umana.
I tecnici del marchio spiegano che sono previste diverse modalità: una più “gentile” e un'altra - attiva durante il test - decisamente più diretta. Una tecnologia da tenere d'occhio che, secondo i tecnici cinesi, potrebbe arrivare in Europa già dal prossimo anno, pronta a rispondere - a tono - anche in italiano.