La gamma di modelli ibridi plug-in della BYD è in procinto di allargarsi: dopo la Atto 2, la berlina Seal 6 (disponibile anche station wagon) e la SUV Seal U, la prossima novità attesa per il mercato europeo dovrebbe essere la Dolphin DM-i. La cinque porte cinese è già disponibile in Italia in versione full electric, con motore da 150 kW (204 CV) e batteria da 60 kWh.
La presentazione di questa nuova motorizzazione non dovrebbe essere lontana: è attesa al prossimo Goodwood Festival of Speed.
Fuori non ci saranno novità
La
variante plug-in della BYD Dolphin non si discosterà molto dal modello elettrico già disponibile, se non per
alcuni piccoli dettagli: alcuni scontati, come i
due sportelli per la ricarica e il pieno del carburante, altri legati alla diversa motorizzazione, come particolari
specifici di paraurti e prese d'aria anteriori. Non cambieranno le dimensioni, che rimangono quelle di una
due volumi media: lunga 4,29 metri (
un centimetro più della Volkswagen Golf), larga 1,77, alta 1,59 e con un
passo di 2,7 metri. Il bagagliaio ha una capacità dichiarata di
364 litri (incluso lo spazio sotto il pavimento), che diventano
1.329 abbassando gli schienali della seconda fila.
Invariato anche l'abitacolo
A bordo della
Dolphin DM-i ritroveremo lo stesso abitacolo ben fatto, con un
originale stile che richiama l'oceano, materiali sostenibili (come la
pelle vegana), morbidi al tatto, e
finiture curate anche nelle parti meno in vista.
Più alta del solito la seduta del conducente, ma con tante regolazioni che permettono a tutti di trovare la corretta posizione di guida. Oltre al piccolo quadro strumenti dietro il volante, a centro plancia
spicca lo schermo dell'infotainment da 12,8", che può
ruotare di 90° ed essere utilizzato sia in orizzontale sia in verticale.
Powertrain efficiente e con tanta autonomia
Al momento non ci sono
dati tecnici ufficiali, ma considerate le dimensioni della Dolphin, possiamo ipotizzare che il suo
powertrain DM-i sarà lo stesso, o quantomeno molto simile, a quello utilizzato per la Atto 2, che prevede un 1.5 litri da 98 CV affiancato da un'unità elettrica da 197 CV, per una
potenza di sistema di 166 o 212 CV, a seconda delle versioni. Anche qui, oltre a prestazioni diverse, possiamo aspettarci due tagli di batteria: la SUV compatta prevede quella da
7,8 kWh (con 40 km di autonomia) per la versione da 166 CV, e da
18 kWh per quella da 212 (90 km in EV).
Va tanto in elettrico
Potenze e capacità degli accumulatori a parte, quel che è certo è che il
sistema Super Hybrid della BYD è studiato perché sia la
componente elettrica a svolgere il "grosso" del lavoro, lasciando al motore termico di intervenire solo quando serve: questo significa che nella maggior parte dei casi
ci si muove in silenzio, senza vibrazioni, con una progressione molto lineare.
Quanto costerà la Dolphin DM-i?
Anche in questo caso i
prezzi ufficiali ancora non sono stati comunicati: nel caso della
Atto 2 la differenza di prezzo tra la versione plug-in e quella elettrica è abbastanza contenuta, nell'ordine
dei 2.000-2.500 euro a seconda della versione. Se questa logica dovesse essere mantenuta anche per la hatchback,
il listino della Dolphin DM-i dovrebbe partire da poco più di 31.000 euro (l'elettrica attacca a 33.790 euro).
Il modello giusto al momento giusto?
Anche se al momento non ci sono conferme ufficiali sul suo arrivo in Europa, dal punto di vista industriale e commerciale, la
BYD Dolphin DM-i non potrebbe arrivare in un momento più propizio: il passaggio all'elettrico procede ma continua a
muoversi su binari piuttosto lenti, con molte Case che
rivedono i propri piani e pianificano di insistere sull'ibrido ancora per parecchi anni. A questo, come
ultimo tassello di un puzzle piuttosto complesso, si aggiunge anche una ritrovata attenzione -
di mercato e
di costruttori - per le
citycar e le
compatte, più abbordabili in un contesto di generale rincaro dei prezzi.