Stellantis lancia FaSTLAne 2030: 60 miliardi di investimenti, nuova strategia su marchi e alleanze


Data inizio: 21-05-2026 - Data Fine: 21-07-2026


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Stellantis ha presentato ad Auburn Hills (Michigan) il nuovo piano strategico: si chiama FaSTLAne 2030 e prevede investimenti per 60 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.

Il piano si basa sulla priorità di mettere il cliente al centro e su una maggiore disciplina nell'allocazione del capitale verso regioni e marchi in grado di generare i migliori rendimenti. «FaSTLAne 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l'azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine. Con il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, il piano realizzerà il nostro obiettivo: consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano, sfruttando una combinazione unica di punti di forza», ha commentato l'ad Antonio Filosa.

«Abbiamo persone fantastiche, una scala globale, marchi capaci di connettere e ispirare, solide radici locali e una rete di concessionari partner attenta alle esigenze distintive dei clienti, oltre a un focus costante su innovazione ed eccellenza esecutiva», aggiunge Filosa. «Questi elementi ci permettono di offrire valore, funzionalità e accessibilità, amplificando anche i benefici delle partnership strategiche 'win-win': abbiamo tutto ciò che serve per raggiungere gli obiettivi di FaSTLAne 2030».

Oltre 60 nuovi modelli entro il 2030

Il piano si fonda su sei pilastri strategici. Il primo riguarda una gestione dei marchi profondamente rivista: l'obiettivo non è solo massimizzare l'efficienza del capitale, ma anche evitare duplicazioni e sostenere la redditività.

Stellantis punta così a lanciare entro il 2030 oltre 60 nuovi veicoli e circa 50 aggiornamenti rilevanti per tutti i marchi e le diverse alimentazioni. Nel dettaglio, 29 saranno elettriche, 15 plug-in hybrid o a autonomia estesa, 24 hybrid e 39 con motorizzazioni tradizionali o mild hybrid.

Priorità a Jeep, Ram, Peugeot e Fiat

Il nuovo approccio individua quattro marchi globali prioritari per guidare lo sviluppo dei nuovi asset: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. A questi sarà destinato circa il 70% degli investimenti legati a marchi e prodotti, insieme alla divisione Pro One per i veicoli commerciali.

Accanto a loro opereranno cinque marchi regionali - Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo - che utilizzeranno asset globali mantenendo una propria distintività.

DS e Lancia saranno invece gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat, assumendo un ruolo più specializzato. Lo stesso vale per Abarth, destinata a passare sotto il marchio torinese. 

Maserati, sempre più lusso

Il piano prevede anche un rafforzamento di Maserati, destinata a diventare un marchio sempre più focalizzato sul puro lusso. La gamma sarà ampliata con due nuovi modelli del segmento E, attesi nei prossimi anni.

Piattaforme, motori e tecnologie

Un altro capitolo del nuovo piano è dedicato a piattaforme, propulsori e tecnologie, su cui il gruppo investirà oltre 24 miliardi di euro (40% del totale stanziato) nei prossimi cinque anni. Le architetture saranno modulari, a partire dalla nuova Stla One, e dovranno esprimere il 50% dei volumi globali entro il 2030. 

Sul fronte motoristico è confermato il nuovo approccio "multi-energia": il gruppo ha in programma l'estensione dell'attuale offerta, "con nuovi ibridi, nuovi veicoli elettrici a batteria e motorizzazioni termiche ad alta efficienza. Entro il 2030, quasi il 50% dei volumi annuali globali sarà dotato di soluzioni di propulsione multiregionali, con flessibilità energetica integrata nel portafoglio prodotti", aggiunge il costruttore.

Quanto all'ambito prettamente tecnologico, la strategia parte da un principio che si rifà a una famosa frase di Henry Ford: "La tecnologia conta solo se migliora la vita quotidiana dei clienti". A tal proposito, l'intelligenza artificiale sarà integrata in tutta la catena del valore e lo sviluppo di tecnologie globali avverrà "in collaborazione con partner di primo livello, da implementare poi localmente nei marchi e nei prodotti in ciascuna regione". Stellantsi fa riferimento tre specifiche architetture: STLA Brain, l'architettura software e di calcolo centrale scalabile; STLA SmartCockpit, un nuovo modo per i clienti di interagire con i propri veicoli; STLA AutoDrive, il sistema scalabile di guida autonoma". Tutte queste tecnologie saranno lanciate nel 2027 ed entro il 2030 dovranno coprire il 35% dei volumi annuali globali (la percentuale dovrà superare il 70% entro il 2035).

Partnership "reciprocamente vantaggiose": c'è anche Tata

Altro capitolo riguarda l'avvio di "partnership reciprocamente vantaggiose". L'obiettivo è sviluppare e finanziare prodotti congiuntamente con altri costruttori per "accedere a nuovi mercati, ampliando le soluzioni tecnologiche, aumentando l'utilizzo della capacità produttiva e migliorando la competitività di approvvigionamento. A tal proposito si citano i recenti accordi con Leapmotor, il rilancio dell'alleanza con Dongfeng e la lettera d'intenti con Jaguar Land Rover.

Inoltre, si cita anche un altro costruttore: "Con Tata, l'Azienda sta migliorando la sua competitività delle regioni Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa, e Sud America, attraverso sinergie su produzione, fornitori, prodotti e tecnologie". Tra l'altro, è prevista la produzione di un inedito modello Jeep in India. E non mancano indicazioni sui vari partner su architettura informatica, software, ADAS, intelligenza artificiale e tecnologia delle batterie. Tra questi si menzionano Applied Intuition (software del veicolo), Qualcomm (piattaforme “Snapdragon Digital Chassis” di assistenza alla guida, cockpit e connettività), Wayve (guida autonoma e servizi di robotaxi), Nvidia, Uber, Mistral AI e Catl.

Tagli alla capacità europea per 800 mila unità

Un ulteriore pilastro verte sull'ottimizzazione dell'impronta industriale. Stellantis punta ad aumentare il tasso di utilizzo della capacità grazie al lancio di nuovi prodotti. Tuttavia non mancano specifiche misure in ambito regionale. 

In Europa, per esempio, la capacità dovrebbe essere ridotta di oltre 800 mila unità, attraverso la riconversione di alcuni impianti, come Poissy (Francia) e facendo leva sulle partnership (come a Madrid,  Saragozza e Rennes), con l'obiettivo di preservare i livelli occupazionali. L'utilizzo degli impianti aumenterà quindi dal 60% all'80% nel 2030. Negli Stati Uniti, l'incremento di produzione dovrebbe migliorare il tasso di saturazione all'80% nel 2030, mentre in Medio Oriente e Africa, il piano prevede la localizzazione di prodotti per raggiungere il pieno utilizzo della capacità.

Il time-to-market dovrà scendere a 24 mesi

FaSTLAne 2030 fornisce anche alcune indicazioni sul fronte della cosiddetta "execution". Tra le tante cose, è previsto che, nello sviluppo del prodotto, il time-to-market passi dai 40 mesi attuali a 24, mentre sul fronte dei costi è stato lanciato un programma (“Value Creation Program”) per generare 6 miliardi di euro di riduzione dei costi annuali entro il 2028.

Inoltre, viene confermata una politica di maggior autonomia per ogni singola regione operativa. Anche con il nuovo piano ognuna potrà "definire e implementare piani su misura che si adattino meglio alle realtà dei mercati locali e alle preferenze distintive dei clienti".

Più peso al Nord America 

L'autonomia si accompagna con tutta una serie di obiettivi. In Nord America, dove sarà destinato il 60% dei 36 miliardi di euro su marchi e prodotti, Stellantis punta a una crescita del fatturato del 25% e a un margine operativo dell'8-10%. A tal fine si dovrà espandere la copertura del mercato del 50% con 11 nuovi modelli e 35% dei volumi in più, aumentare l'offerta con 7 novità sotto i 40.000 dollari e 2 sotto i 30.000, migliorare la competitività di costo attraverso il VCP.

Nell'Europa allargata gli pbiettivi di una crescita dei ricavi del 15% e un margine del 3-5% saranno raggiunti tramite una rifocalizzazione del portafoglio di marchi, una maggior differenziazione dei marchi e della copertura del mercato con un'offensiva del segmento C e la E-Car da produrre a Pomigliano d'Arco. In totale arriveranno 50 novità tra modelli inediti  (12 nei segmenti A e B, 11 in quello B) e aggiornamenti (rispettivamente 11 e 9).

In Sud America, i ricavi dovrebbero crescere del 10% e il margine arrivare all'8-10% anche grazie a un'offensiva di prodotto in Brasile e Argentina, in particolare tra i pick-up, e iniziative di crescita per altri Paesi. Per il Medio Oriente e l'Africa, Stellantis si è posta l'obiettivo di aumentare i, fatturato del 40% e di registrare un margine del 10-12% non solo localizzando prodotti, ma anche aumentando le importazioni dei partner asiatici. Infine, per l'area Asia-Pacifico è confermata la strategia "asset-light" incentata sulle partnership strategiche.




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