Nel futuro di Stellantis potrebbero esserci ulteriori partnership industriali, oltre a quella in rapida espansione con Leapmotor. L'amministratore delegato Antonio Filosa, intervenuto al Future of the Car Summit del Financial Times, ha chiarito che le collaborazioni avranno un ruolo centrale nel piano industriale atteso la prossima settimana.
Stellantis ne ha compreso il valore e “saranno integrate nella nostra strategia futura”, ha spiegato il manager. Collaborare con più partner per definire una roadmap di sviluppo tecnologico, ottimizzare la catena di fornitura ed eventualmente valorizzare la capacità produttiva rappresenta “un'opportunità per creare vantaggi reciproci”.
Non è la prima volta che Filosa sottolinea il peso delle alleanze. Poche settimane fa aveva già indicato come possibile modello l'accordo con Leapmotor, aprendo allo stesso approccio con altre Case cinesi. Oggi ha ribadito il concetto: intese come quella sulla produzione di una novità Opel (anticipata dall'immagine qui sotto) e la condivisione dell'impianto di Madrid potrebbero essere estese. L'elevata capacità produttiva, la presenza globale e l'ampio portafoglio di marchi rendono Stellantis particolarmente attrattiva per partnership di lungo periodo. “Ci sono molte cose che si possono fare in questo ambito”, ha aggiunto.
Il 21 maggio, ad Auburn Hills, il gruppo il nuovo piano industriale. L'attenzione di analisti e investitori è concentrata su più fronti. Oltre alle collaborazioni (nelle ultime settimane sono emersi i nomi di possibili partner come Dongfeng, Hongqi, Xpeng e Xiaomi), sarà sotto osservazione la gestione dei marchi.
Da tempo Stellantis viene criticata per l'ampiezza del portafoglio, con frequenti speculazioni su possibili cessioni o chiusure, anche per brand storici come Alfa Romeo o Maserati. Filosa però ha escluso questa ipotesi, definendo tutti i marchi un “punto di forza” e sottolineandone il valore strategico: una riduzione drastica comporterebbe la perdita di clienti a favore della concorrenza.
L'orientamento sembra piuttosto quello indicato da indiscrezioni recenti: concentrare la maggior parte degli investimenti sui brand principali (Jeep, Ram, Peugeot e Fiat) e assegnare agli altri un ruolo mirato su specifici segmenti e mercati. “La questione fondamentale è combinare un'efficiente allocazione del capitale con strategie dedicate a ciascun marchio”, ha concluso Filosa.