Ipotesi di riforma dell’Ipt, Aniasa all’attacco


Data inizio: 12-05-2026 - Data Fine: 12-07-2026


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Una norma che “frena sviluppo e investimenti”, “contraria ai principi di modernizzazione e semplificazione” e che, soprattutto, “rischia di aprire la strada a una nuova fase di contenziosi”. È la dura presa di posizione dell'Aniasa, la società che all'interno di Confindustria rappresenta, tra le altre, le imprese di autonoleggio e car sharing, sulla proposta di modifica della disciplina dell'Ipt - l'Imposta che si paga alla provincia di residenza della persona fisica o in cui ha sede legale la persona giuridica a cui viene intestato il mezzo – nell'ambito della conversione in legge del cosiddetto decreto fiscale, approvato dal governo il 27 marzo scorso e che domani approderà nell'aula del Senato in prima lettura.

Non conterà più la sede legale

Nel mirino del sodalizio guidato da Italo Folonari c'è un emendamento a prima firma Claudio Lotito (Forza Italia) che impatta proprio sulle imprese “che operano professionalmente nel settore del noleggio dei veicoli”. Come? Prevedendo una disciplina ad hoc dell'Imposta provinciale di trascrizione per le società che, come spesso accade, hanno la “sede legale distinta dalla sede in cui avviene la gestione ordinaria in via principale dell'attività”. Ebbene, afferma la proposta di modifica, sarà quest'ultima, e non quella legale, la sede “da considerare ai fini della destinazione del gettito dell'imposta”In pratica, se la norma sarà approvata non basterà più, per un big dell'autonoleggio, intestare un veicolo a una società satellite con sede legale in una provincia in cui l'imposta è agevolata, ma bisognerà versarla comunque all'ente locale competente in relazione al territorio in cui si svolge la “gestione ordinaria dell'attività” di noleggio.

Obiettivo: spostare il gettito nelle grandi città

Chiaro l'obiettivo dell'emendamento. Riportare il gettito dell'Ipt nelle casse delle province che lo hanno perduto in seguito alla sciagurata riforma fiscale che nel 2011 soppresse la misura fissa dell'imposta per gli atti soggetti a Iva stabilendo che l'Ipt fosse determinata, anche per le imprese, con gli stessi criteri degli atti non soggetti a Iva, ossia in misura proporzionale alla potenza. Una riforma che fece letteralmente “esplodere” i costi di trascrizione a carico delle società di autonoleggio, intestatarie di un gran numero di mezzi (centinaia di migliaia nel caso dei big del comparto) e che indusse gli operatori a targarli nelle province, segnatamente Trento e Bolzano, che, in virtù della loro autonomia, avevano potuto mantenere il precedente regime agevolato.

Dubbi sul concetto di “gestione ordinaria”

Tornando al cosiddetto emendamento Lotito, l'Aniasa evidenzia due criticità: la prima legata al concetto di “gestione ordinaria”; la seconda, in relazione al consolidato orientamento fiscale su questa materia. Per quanto riguarda il primo aspetto, l'Associazione sottolinea che il concetto di “gestione ordinaria” è di “arbitraria individuazione, soprattutto per imprese con numerose sedi distribuite sul territorio nazionale e attività frazionate tra più strutture operative. Si pensi”, si sottolinea, “agli uffici delle imprese di noleggio situate negli aeroporti o presso le stazioni ferroviarie, dove sono offerti alla clientela veicoli che circolano continuamente sull'intero territorio nazionale".

Contrasto con l'orientamento fiscale

Per quanto riguarda, invece, l'aspetto fiscale, l'Aniasa ricorda che “si tratta di una proposta in totale antitesi sia con l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 20/E del 2024), sia con l'articolo 73 del Testo unico delle imposte sui redditi, discostandosi perfino dalle linee guida dell'Ocse e dal consolidato orientamento in materia della Corte di Cassazione”.




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