La grandinata del 6 maggio nel Bergamasco ha rimesso sotto i riflettori un tema molto concreto: le polizze che proteggono le auto dagli eventi estremi.
Dopo episodi così violenti, è facile pensare che basti attivare una copertura per essere al sicuro. In realtà non è sempre così: tra franchigie, scoperti, massimali e clausole, il rimborso può essere molto diverso da quello che ci si aspetta.
Ecco allora cosa sapere davvero prima di sottoscrivere una polizza grandine, passo per passo.
Solo la RC Auto annuale è obbligatoria per chi possiede una vettura. Tutte le altre coperture - dalla polizza grandine alla furto e incendio, fino alla Kasko - sono facoltative.
L'automobilista può chiedere un preventivo in qualsiasi momento e a qualunque compagnia, sia insieme alla RCA sia in un secondo momento.
La garanzia grandine può essere proposta come copertura singola oppure all'interno di pacchetti con Eventi meteo, Atti vandalici o Kasko.
Secondo ANIA, in Italia circa 7,6 milioni di veicoli sono coperti da queste formule, che nel 2024 hanno generato 792 milioni di euro di danni risarciti.
È qui che si gioca davvero la partita. Le compagnie sono libere di stabilire prezzi e condizioni, e alcune clausole possono incidere molto sul risultato finale.
1) Le compagnie sono libere di determinare i prezzi della polizza Grandine, nonché le clausole contrattuali. Parliamo di franchigia in euro (l'importo che resta a carico del cliente in caso di danno), scoperto in percentuale (idem), massimale: l'importo massimo risarcito dalla compagnia, che può essere una somma in euro o una percentuale sul valore dell'auto al momento del sinistro. Può esserci anche un numero massimale di eventi risarcibili nel corso dell'annualità assicurativa: se è uno solo, il secondo non viene indennizzato.
2) Le compagnie applicano la clausola del “maggiore fra i due”: per esempio, uno scoperto del 10% con un minimo di 500 euro di franchigia. Se il danno è di 6.000 euro, il cliente paga 600 euro (il 10%), non 500 euro.
3) In generale, maggiore il rischio che l'evento si verifichi, superiore saranno il prezzo della polizza e le penali, e inferiore il massimale.
4) Per auto non nuove, alcune compagnie applicano il concetto di degrado sui pezzi di ricambio: a mo' di esempio, se un fanale del 2020 viene rotto dalla grandine, l'assicurazione potrebbe rimborsare solo una parte del valore del pezzo nuovo. Mentre altre compagnie prevedono un massimale assicurato (somma massima indennizzabile) che varia in misura percentuale in relazione al valore dell'auto.
5) Le polizze possono anche prevedere la copertura solo per sinistri verificatisi nella Provincia di residenza: se il danno avviene in una Provincia diversa, niente rimborso.
6) Molte compagnie, prima di attivare la garanzia Grandine su un'auto usata, richiedono foto del veicolo per evitare che vengano assicurati danni preesistenti.
Auto da 30.000 euro. Polizza da 100 euro annui, franchigia di 500 euro e massimale di 2.500 euro.
Danno da 2.000 euro ? il rimborso è di 1.500 euro, con 500 euro a carico del cliente.
Caso 2: auto da 20 mila euro
Auto da 20.000 euro. Polizza da 100 euro, franchigia di 200 euro, massimale 2.500 euro e un solo evento coperto.
Primo danno da 1.000 euro ? rimborso di 800 euro.
Secondo evento nello stesso anno ? nessun rimborso.
Un altro punto delicato riguarda le modalità di intervento.
Alcune compagnie riconoscono rimborsi pieni o quasi se ci si affida a centri specializzati che operano con tecnica levabolli (a freddo), mentre applicano penali nel caso di riparazioni tradizionali in carrozzeria.
Su questo aspetto il dibattito è aperto: per evitare sorprese, è fondamentale verificare le condizioni prima di firmare.
La polizza grandine può avere senso soprattutto per chi possiede auto recenti o di valore medio-alto e vive in aree sempre più esposte a eventi estremi.
Ma non va considerata una protezione automatica: prima di sottoscriverla è essenziale capire quanto resta davvero scoperto in caso di danno e quali sono i limiti della copertura.