Ad accompagnare i modelli del gruppo tedesco, quelli di due marchi da poco aggiunti all'attività di distribuzione di Fratelli Giacomel, entrambi del gruppo molisano DR: Sportequipe e Ich-X. Un'integrazione che Alberto Giacomel, direttore generale dell'azienda lombarda di distribuzione di veicoli, pensa sia l'inizio di un percorso di costruzione di reputazione, fiducia del cliente e valore residuo che può trarre vantaggio dalla partnership con un protagonista forte come Fratelli Giacomel. “Già in passato”, aggiunge l'imprenditore, “abbiamo lavorato per rafforzare il posizionamento di marchi del gruppo Volkswagen – pensiamo a Skoda negli anni '90 – la cui situazione, oggi, è completamente diversa in termini di valore residuo, apprezzamento e capillarità del servizio”. Giacomel ha anche commentato il momento attuale del noleggio a lungo termine, sostenendo che per allargare le proprie quote di mercato questa formula necessita di un ulteriore sforzo di flessibilità a favore del cliente.
I fleet manager ospiti dell'iniziativa hanno potuto vivere un'esperienza immersiva di sperimentazione della cecità “Dialogo nel buio”, promossa dall'Istituto dei ciechi di Milano, nei locali della Clubhouse del Circolo dell'Automobile, la community fondata dalla nostra casa editrice per coltivare la passione e lo spirito dei pionieri dell'automobilismo e la tradizione motoristica.
Il programma si è concluso con un confronto fra il presidente dell'Osservatorio Top thousand, Maurizio Capogrosso, e Marco Olcelli, responsabile commerciale dell'area b2b di Fratelli Giacomel, sulle implicazioni più profonde dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale nell'attività dei gestori dei parchi aziendali, dei dealer e nelle interazioni fra di loro. Posizioni non sempre coincidenti, come nel caso della gestione dei dati dei driver: preziosi per lo sviluppo dei modelli predittivi e di miglioramento del servizio da parte del concessionario, “specie nel caso di un fleet center come il nostro”, ha ribadito Olcelli, “dove il settore auto aziendali ha raggiunto il 68% dell'immatricolato”; da trattare con particolare cautela nel caso del fleet manager secondo Capogrosso – ma sostanziale convergenza sull'importanza di familiarizzare con gli strumenti dell'IA. Sulla cui importanza il presidente di Top thousand ha comunque voluto sollecitare i suoi associati: “l'impulso all'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei nostri processi deve venire da noi, ancor prima che dalle nostre aziende o dai nostri fornitori”.