I cinesi hanno ormai assunto una posizione di leadership forse incontrastabile nella mobilità elettrica. A dimostrarlo è anche un'ipotesi produttiva che riguarda da vicino Volkswagen.
Il costruttore di Wolfsburg ha da tempo messo in atto una strategia lineare: sfruttare i primati tecnologici raggiunti dai partner cinesi - come Saic e Xpeng - per produrre in Cina auto elettriche pensate su misura per i consumatori locali.
La sintesi è racchiusa nello slogan “in China for China”. Tuttavia, non è escluso che i tedeschi decidano di importare in Germania tecnologie e competenze cinesi per difendere la propria competitività, accelerare i cicli di sviluppo e saturare capacità produttiva oggi inutilizzata.
In sostanza, Volkswagen sta valutando se produrre in Europa modelli di nuova generazione inizialmente destinati alla Cina, qualora fossero ritenuti adatti anche ai gusti e alle esigenze degli europei.
“Quest'anno stiamo intensificando lo sviluppo della piattaforma CMP, il cui lancio in Cina è previsto per il 2027. Una volta completato il lavoro, potremo valutare le opzioni in Europa e verificare quali prodotti siano i più adatti”, ha spiegato l'AD Oliver Blume, riferendosi alla Compact Main Platform sviluppata con Xpeng per i futuri modelli Volkswagen destinati proprio al mercato cinese.
Blume ha quindi sottolineato come il Gruppo Volkswagen possa trarre vantaggio dall'innovazione, dalla velocità e dai processi industriali cinesi. A suo avviso, l'ecosistema del Dragone è ormai diventato “un modello in termini di architetture”. Anche il manager tedesco, dunque, riconosce la superiorità tecnologica cinese e la necessità, per i costruttori occidentali, di puntare su collaborazioni industriali e ingegneristiche, magari condividendo anche spazi produttivi in Europa. In questo senso, Blume ha confermato le indiscrezioni delle ultime settimane sulla disponibilità alla condivisione di capacità produttiva con Case cinesi.
Vale la pena ricordare che all'ultimo Salone di Pechino il gruppo tedesco ha presentato diverse novità nate secondo la logica “Cina per la Cina”, che ora potrebbero anche arrivare in Europa alla luce delle parole di Blume.
Alla rassegna cinese, per esempio, è stata svelata la ID. Unyx 09, ammiraglia sviluppata con Xpeng e prodotta dalla joint venture Volkswagen Anhui (75% Wolfsburg, 25% Jac), una realtà che già oggi propone altri modelli: ID. Unyx 06, 07 e 08. A Pechino ha debuttato anche la ID. Era 9X, SUV elettrica di grandi dimensioni sviluppata e prodotta da Saic-Volkswagen. La ID. Aura T6, sempre un veicolo a ruote alte ma di taglia media, è invece assemblata dalla joint venture Faw-Vw ed è stata sviluppata con Xpeng sulla piattaforma CEA 800V.
Questo scenario riguarda il marchio Volkswagen e le sue tre joint venture, ma il Gruppo è presente in Cina anche con altri brand. Jetta, gestito da Faw-Volkswagen, era a Pechino con la X Concept, prototipo di una SUV elettrica low-cost che anticipa la transizione del marchio dalle motorizzazioni termiche alle elettriche di primo ingresso. Infine, c'è la E7X, secondo modello di AUDI, il brand riservato esclusivamente al mercato cinese e sviluppato in collaborazione con Saic.