True Volkswagen, il ritorno ai nomi storici: "Anche la Passat entrerà nel mondo elettrico"


Data inizio: 10-04-2026 - Data Fine: 10-06-2026


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Lo spartiacque è stato il 2022, con il cambio al timone del gruppo (via Herbert Diess, al suo posto Oliver Blume) e la guida del marchio Volkswagen affidata all'attuale CEO, Thomas Schäfer. In quell'anno, il consiglio d'amministrazione ha sancito una svolta - ma è più corretto parlare di “riallineamento” - che riporta il brand di Wolfsburg, in un certo senso, alle origini: e cioè a focalizzarsi di nuovo su quei principi che l'hanno reso famoso e riconoscibile nel mondo. Un'operazione olistica, che tocca il design, il modo di concepire le auto (per esempio nell'ergonomia) così come l'immagine di marca.

Internamente, hanno intitolato questa strategia “True Volkswagen”. Ma per l'uomo della strada il segno più tangibile è forse il modo in cui ora vengono rinominati i modelli elettrici, fondendo tradizione e innovazione: la nuova compatta, per esempio, si chiamerà ID Polo, non ID.2. E verso la fine dell'anno avrà una variante sportiva griffata GTI, firma storica temporaneamente abbandonata nella precedente ondata di EV.

Ma questo è solo l'inizio, come ci ha anticipato Rasmus Wiedmann, responsabile dei prodotti su piattaforma MEB. Ossia uno dei manager oggi in prima linea nel rinnovamento della gamma a batteria di Volkswagen.

Prima di tutto, quanto è stato cruciale, per la vostra strategia, cambiare nome ai modelli elettrici, inclusi quelli già lanciati?

«C'è stata una lunga discussione al riguardo. E anche per via della convergenza tra auto ICE e BEV, questo cambiamento doveva arrivare. Dal mio personale punto di vista, la famiglia ID porta con sé una sua eredità: ID significa innovazione ed è stato il nome dei nostri primi veri modelli elettrici. Tuttavia, per noi è importante anche ripristinare i vecchi nomi, quelli familiari ai clienti, e combinarli con la sigla ID. Da un lato mostriamo qualcosa di nuovo e innovativo, ma dall'altro lo uniamo a nomi classici a cui i clienti sono abituati. Ciò è perfettamente in linea con la strategia “True Volkswagen”: riproporre un po' la sensazione di ciò che si prova in una Volkswagen classica. È un elemento essenziale».

Questo trend continuerà anche con la ID.1?

«Credo di sì. La ID.1 magari non ha una controparte naturale nel mondo termico, ma continueremo sicuramente. E credo che anche i nostri nomi più iconici, come Golf e Passat, avranno un futuro elettrico come denominazione».

Può dirci qualcosa di più sulla ID.1?

«Arriverà verso la fine del prossimo anno: sarà un modello esclusivamente Volkswagen e si posizionerà al di sotto della ID Polo, ma sarà basata su un'architettura di piattaforma simile. Ovviamente con diversi adattamenti per raggiungere gli obiettivi di costo e prezzo (intorno ai 20 mila euro, ndr), cruciali nel suo segmento. Sarà una citycar sotto i 4 metri».

Pensa che sarà più decisiva delle compatte, ID Polo e ID Cross, nel democratizzare l'elettrico?

«Il segmento B è davvero un mercato molto grande. Soprattutto in Italia, ma anche in tutta Europa. Per questo considero queste auto (ID Polo e ID Cross, ndr) una priorità assoluta».

State valutando sinergie all'interno del gruppo anche per la piattaforma ID.1?

«Al momento la ID.1 è esclusivamente un modello Volkswagen. Ci sono delle sinergie all'interno della famiglia urbana del gruppo: le fondamenta dell'architettura saranno certamente condivise, cambiando magari batterie, motori e altri componenti. Ma non sono previste sinergie cross-brand, al momento».

State pensando di espandere la gamma più in alto rispetto alla ID.4 nel mondo SUV, o oltre la ID.7 sul fronte berlina e wagon?

«Io sono responsabile della piattaforma e delle architetture MEB: qui, il nostro prodotto premium resterà la ID.7, che riceverà ulteriori miglioramenti. Al momento è lei la nostra vettura di fascia alta e anche la più grande della gamma elettrica. Un'auto più grande (magari una Touareg elettrica, ndr) potrebbe essere presa in considerazione, ma solo con la prossima generazione, basata sul pianale SSP. Nel gruppo, Skoda sta per lanciare la Peaq, che è una vettura più grande. Ma al momento non è prevista una Volkswagen equivalente».




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