Milano, i cantieri della nuova ciclabile fanno litigare mezza città


Data inizio: 10-04-2026 - Data Fine: 10-06-2026


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A Milano sono partiti i cantieri per la pista ciclabile sul cavalcavia Bacula, meglio noto come ponte della Ghisolfa: uno dei nodi critici della viabilità meneghina, arteria che scavalca lo scalo Farini collegando piazzale Lugano a viale Jenner. Le operazioni sono partite dopo nove anni di polemiche, perché la sfida è complessa. Si tratta di inserire un percorso protetto per bici e monopattini elettrici in un contesto caratterizzato da flussi di traffico intensi, su saliscendi con scarso margine strutturale.

Granelli: “Più sicurezza per tutti”

Sul proprio profilo Facebook, Marco Granelli, assessore alle Opere pubbliche (ex assessore alla Mobilità), ritiene che la nuova ciclabile “permetterà di passare da un lato all'altro delle ferrovie in completa sicurezza”. Da piazzale Lugano alla Bovisa, fino a Mac Mahon e alla Cagnola, percorrendo 900 metri.

I lavori verranno effettuati di notte, per raggiungere l'obiettivo di concludere le ciclabili nei due sensi di marcia tra il colmo del ponte e piazzale Lugano a luglio 2026. Sulla riva sud, occorre realizzare modifiche al terrapieno e posizionare i nuovi plinti e pali che reggeranno la nuova linea elettrica della filovia, spostata più al centro.

Una pista, non una “bike lane”

Si tratta di una pista ciclabile in sede riservata, con cordoli di protezione in cemento: sarà bidirezionale, larga in media 1,5 metri per ogni senso di marcia. Non una delle numerose corsie ciclabili (“bike lane”), valicabili da auto, betoniere e altri mezzi, diffuse a macchia d'olio a Milano dalla pandemia in poi.

L'investimento? Oltre due milioni di euro, finanziati anche dal PNRR. Dopodiché, dovrebbero essere create anche le ciclabili in viale Serra, viale Monte Ceneri e tra piazza Stuparich e piazzale Zavattari.

Polemiche per la “paralisi” da corsia unica

In nove anni, flashmob e ciclabili “fai da te” tracciate sull'asfalto di notte (cancellate di giorno dal Comune con esborsi non da poco) hanno cercato di forzare la mano: l'inizio dei lavori sta scatenando polemiche fra i due partiti, dei pro e dei contro.

Nello stesso profilo dell'assessore, il dibattito è acceso. Da una parte, i favorevoli ritengono che l'opera sia necessaria e favorisca la sicurezza, purché gli automobilisti rispettino le regole della circolazione, anche adottando una velocità adeguata.

Dall'altra, i contrari reputano che i lavori in corso facciano schizzare alle stelle traffico e inquinamento, specie per la convivenza con la filovia 90 e 91 e con tutto il traffico composto da auto, scooter e furgoni. Una volta completata la ciclabile, i critici ritengono che il cordolo in cemento sia pericoloso, paventando il rischio di code lunghissime, fino a piazza Stuparich: a sua volta, quest'ultima rappresenta da anni un collo di bottiglia per la presenza di cantieri.

È lo scontro di vedute che a Milano vede contrapporsi ormai dal 2020 gli utenti della micromobilità (ciclisti e monopattinisti) e gli automobilisti.




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