Incidenti: in Italia le strade sono più sicure, ma la media europea resta lontana


Data inizio: 24-03-2026 - Data Fine: 24-05-2026


Foto (1)
Il 2025 si è chiuso con una nuova riduzione degli incidenti mortali sulle strade italiane. In particolare, secondo i dati preliminari diffusi dalla Commissione europea, il nostro Paese ha registrato l'anno scorso 49 morti ogni milione di abitanti, contro i 51 del 2024. Il calo annuale è del 4%, ma sale al 9% rispetto al 2019 e al 12% rispetto alla media del triennio 2017-2019, a conferma di un percorso di riduzione costante nel tempo.

Il confronto europeo

Nel confronto con gli altri Paesi europei, l'Italia registra un tasso di declino migliore, ma in valori assoluti resta ancora distante dalla media. Nel blocco comunitario, il tasso di mortalità stradale si è attestato a 43 morti per milione di abitanti, il 3% in meno rispetto ai 45 del 2024. Anche il ritmo di riduzione europeo è più rapido: rispetto al 2019 la flessione è del 15%, mentre sulla media 2017-2019 arriva al 16%.

Nel complesso, i decessi sono stati 19.400: 580 persone in meno hanno perso la vita rispetto al 2024, nonostante l'aumento dei veicoli e dei chilometri percorsi. I progressi, però, restano ancora lontani dai target comunitari. La strategia “Vision Zero” prevede l'azzeramento di decessi e feriti gravi sulle strade entro il 2050, con l'obiettivo intermedio del dimezzamento al 2030.

I risultati variano sensibilmente tra i Paesi del blocco comunitario. Si registrano forti cali in Estonia (-38%), Grecia (-22%) e Slovacchia (-13%), ma anche preoccupanti aumenti in Cipro (+10%), Malta (+75%), Olanda e Austria (+13%), Slovenia (+37%) e Norvegia (+28%). Secondo la Commissione, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Polonia e Romania risultano sulla traiettoria per centrare il target al 2030, ma permangono ampie disparità: la stessa Romania, insieme a Bulgaria e Croazia, continua ad avere tassi di mortalità molto elevati, mentre Svezia e Danimarca si confermano tra i Paesi più sicuri, con 20 e 23 decessi per milione di abitanti.

Le strade più pericolose

La Commissione, oltre a stimare che per ogni vittima ci siano circa cinque feriti gravi (circa 100.000 persone ogni anno), ha fornito indicazioni anche sulle strade più pericolose: le rurali (53% dei decessi) precedono le urbane (38%) e le autostrade (8%). Nelle città le vittime sono in gran parte utenti vulnerabili, come pedoni, ciclisti e conducenti di veicoli a due ruote, che rappresentano il 70% dei decessi. Nel complesso, gli uomini costituiscono il 77% delle vittime.

Preoccupa inoltre la quota elevata di giovani tra i 18 e i 24 anni e di over 65. Infine, conducenti e passeggeri hanno rappresentato il 44% dei decessi, gli utilizzatori di veicoli a due ruote a motore (motociclette e ciclomotori) il 21%, i pedoni il 18% e i ciclisti il 9%. Per quanto i mezzi di mobilità personale costituiscano solo l'1% del totale, il numero di decessi che coinvolgono soprattutto monopattini elettrici è aumentato in modo significativo tra il 2021 e il 2024.




Contattaci per maggiori informazioni