La suddivisione per aree geografiche vede l'Unione europea registrare un miglioramento dell'1,4%, mentre i Paesi EFTA (Islanda, Norvegia e Svizzera) perdono il 7,9% e il Regno Unito cresce del 7,2%.
Tra i singoli mercati di maggiori dimensioni del blocco comunitario, è l'Italia a mostrare le migliori performance, con un +14%. Bene anche la Spagna (+7,5%) e la Germania (+3,8%), mentre la Francia flette di ben il 14,7%.
Anche nel 2026 prosegue la corsa delle vetture “alla spina”, da ormai diversi mesi in crescita a doppia cifra, anche per la spinta delle Case automobilistiche a sostenerne le immatricolazioni per raggiungere gli obiettivi di emissioni.
A febbraio, le auto elettriche sono cresciute del 15,8%, ma le ibride plug-in fanno anche meglio, con un +33%. Le ibride non ricaricabili salgono del 10,4%. In flessione tutte le motorizzazioni tradizionali: -17% per le auto a benzina, -13,5% per le diesel.
Se però si restringe l'analisi alla sola Unione europea, le elettriche balzano del 20,6% e raggiungono il 18,8% delle immatricolazioni, quasi quattro punti percentuali in più rispetto al 15,2% di dodici mesi prima.
Le PHEV continuano a fare meglio anche nel blocco comunitario, grazie a un +32,1%. Le ibride, con un +10,1%, sono ormai l'alimentazione preferita, con una quota del 38,7%.
Per quanto riguarda i costruttori, il Gruppo Volkswagen si conferma al primo posto in Europa, con 452 targhe e un +2,2%.
Tra i singoli marchi, spicca Skoda, con un +18,7%, mentre Volkswagen registra un -4,2% e Audi un +3%. Cupra flette del 9%, Seat guadagna il 2,9% e Porsche perde il 7,4%.
Prosegue il recupero di Stellantis: 170.816 immatricolazioni e una crescita del 9,5%, grazie soprattutto al contributo di Fiat (+49,4%), Opel (+30,5%), Lancia (+10,4%) e Citroën (+9,6%). Male Peugeot (-10,1%), Alfa Romeo (-17,4%) e DS (-27,4%). Jeep sale dell'1,2%.
Il Gruppo Renault immatricola 91.619 vetture, registrando un -14,3%, con un -7,3% di Renault e un -23,4% di Dacia. In calo anche i gruppi Hyundai/Kia (-3,6%), BMW (-5,7%), Toyota (-3,9%) e Mercedes-Benz (-3,9%), mentre alle loro spalle spicca il +12% di SAIC e, ancor di più, il +162,3% di BYD. In ripresa Tesla, con +11,8%.