Il Canada reagisce alle continue minacce di Donald Trump con una nuova politica industriale orientata a ridisegnare il futuro del suo settore automobilistico.
Da un lato, il governo guidato da Mark Carney (nella foto sotto durante una visita a un impianto di componentistica in Ontario) ha cancellato l'obiettivo introdotto dalla precedente amministrazione Trudeau, che prevedeva il 20% di auto elettriche vendute entro il 2026 e l'obbligo di passare ai veicoli a zero emissioni entro il 2035.
Dall'altro lato, però, Ottawa ha presentato una strategia completamente rinnovata per sostenere l'industria locale, puntando su un pacchetto di agevolazioni agli investimenti e su un percorso di elettrificazione più graduale.
In sostanza, il Canada compie un passo indietro e uno in avanti allo stesso tempo, con l'obiettivo di ridurre la forte dipendenza dal mercato degli Stati Uniti. L'industria automobilistica canadese impiega oltre 500.000 lavoratori (di cui 125 mila direttamente) e nel 2025 ha prodotto più di 1,2 milioni di vetture. Il 90% dei veicoli realizzati nel Paese e il 60% della componentistica vengono esportati negli USA. Un equilibrio diventato critico da quando Washington, da aprile, applica un dazio del 25% su tutte le parti automobilistiche considerate “non americane”.
Per rafforzare l'autonomia industriale, il governo canadese ha quindi varato una nuova strategia articolata su più fronti. Sono stati messi in campo 3 miliardi di dollari di incentivi destinati alla produzione locale, insieme a un ampio sistema di agevolazioni fiscali, come crediti d'imposta e superammortamenti.
Parallelamente sono stati ripristinati gli incentivi all'acquisto, con un contributo fino a 5.000 dollari per le auto elettriche (che calerà progressivamente fino a 2.000 dollari nel 2030) e fino a 2.500 dollari per le ibride plug-in (destinati a scendere a 1.000 a fine decennio). I sussidi sono validi per veicoli con prezzo massimo di 50.000 dollari, una soglia che però non viene applicata ai modelli elettrici prodotti in Canada.
Ottawa ha inoltre approvato misure per espandere le reti di ricarica, introdotto strumenti per la tutela dei lavoratori e definito una nuova roadmap per la riduzione delle emissioni. Saranno introdotti standard sempre più severi, con l'obiettivo di raggiungere il 75% di vendite elettriche entro il 2035 e il 90% entro il 2040.