Purtroppo, i numeri dicono un'altra cosa. Stando ai dati del 2025, il Cybertruck ha venduto 20.237 esemplari, contro i 38.965 dell'anno precedente. Quasi ventimila immatricolazioni in meno. Altro che produrne 200 mila all'anno: qui si parla di un crollo del 48.1%. I risultati dell'ultimo trimestre sono ancora più difficili da mandare giù, almeno per "la migliore Tesla di sempre": 4.140 esemplari venduti, contro i 12.991 del Q4 2024, per un calo del 68.1%.
Non è il risultato peggiore tra le auto elettriche vendute negli Stati Uniti: le stesse Model S e Model X fanno numeri più modesti, ma gli ultimi dati indicano una situazione in rapida evoluzione. La berlina, per dire, perde il 15% nel trimestre (da 1.623 a 1.380 unità) e il 52,6% su base annua (5.889 contro le 12.426 del 2024), mentre la grande Suv con le Falcon Doors perde il 36,4% nel trimestre (2.760 contro le 4.340 del 2024) e il 34,2% nell'anno (da 19.855 scende a 13.066 unità). In ogni caso, è bene ricordare che si tratta di modelli dalle lunghe carriere: la Model S, in particolare, ha debuttato nel 2012.
Di contro, i numeri del Cybertruck si fanno notare per la rapida inversione di tendenza e "pesano" di più, anche in considerazione dell'hype e dell'entusiasmo dello stesso Musk, e di chi per primo ne ha acquistato uno.
Difficile, se non impossibile, individuare una singola causa che spieghi i deludenti risultati del Cybertruck, almeno quelli più recenti. Quello che possiamo fare, però, è cercare di analizzare i fattori che, in misura diversa, possono aver contribuito ad arrivare alla situazione attuale. Tralasciando lo stile, che rimane unico nel panorama mondiale, originale e divisivo al tempo stesso.
Il rapido esaurimento dell'effetto-novità: il Cybertruck è un veicolo dal fortissimo impatto iniziale, con una proposta estetica e contenutistica sicuramente molto apprezzata dai cosiddetti "early adopter", appassionati ed entusiasti pronti a prenotare veicoli quasi a scatola chiusa, ma che resta comunque di nicchia.
Le promesse non mantenute: sono tante, a cominciare dalla data di arrivo sul mercato, slittata continuamente fino alla fine del 2023. Alcuni clienti, inoltre, sono rimasti delusi dalle specifiche, inferiori a quelle annunciate al momento della presentazione. E poi ci sono i prezzi: il Cybertruck doveva essere un modello - relativamente - popolare, con un listino base a quota 40 mila dollari; invece, è diventato subito un prodotto di categoria superiore, proposto a oltre 70 mila dollari (senza contare la più potente versione Cyberbeast, che ne costa 115 mila).
I richiami e i difetti: nel giro di due anni, il Cybertruck è stato sottoposto ad almeno otto richiami. Un record, per un veicolo così "giovane". Gravi o no, i difetti (poi corretti) non hanno migliorato l'immagine del mezzo. Diversi sono stati anche i video e le testimonianze di utenti alle prese con problematiche costruttive, imperfezioni o soluzioni "economiche", o comunque non reputate all'altezza della spesa.
Gamma confusa: la variante quad motor non si è mai vista, la più economica single motor è rimasta sul mercato solo per pochi mesi. Alcuni accessori, come il range extender (in questo caso, una batteria extra) da montare sul cassone non sono mai stati prodotti. Scelte che potrebbero far pensare alla mancanza di una visione chiara sul modello e sulla sua roadmap.
L'allineamento politico di Musk: la "discesa in campo" del miliardiario accanto a Donald Trump ha creato un clima ostile nei suoi confronti e di quelli delle sue industrie, facendo esplodere polemiche e boicottaggi. Un danno di immagine che alcuni esperti hanno bollato come "incalcolabile" e "irrecuperabile", e che comunque riguarda anche le altre Tesla meno "divisive". Difficile da quantificare, ma anche da ignorare. Sarà un caso, o forse no, ma lo scorso anno la BYD ha superato la Tesla come primo produttore mondiale di auto elettriche.
La fine degli incentivi statali: è stato proprio il presidente americano a porre fine al credito d'imposta di 7.500 dollari per chi acquista un'auto elettrica negli Stati Uniti. Una mossa che ha devastato il mercato dell'elettrico negli Usa, e indirettamente colpito anche la Tesla.
Insomma, il cammino della Tesla "migliore di sempre" è irto di ostacoli. Per sapere se si tratta di un inciampo, o di una crisi strutturale, dovremo aspettare i dati del primo trimestre 2026.