Trump a Detroit tra insulti e bilanci: l’industria auto Usa va davvero meglio?


Data inizio: 14-01-2026 - Data Fine: 14-03-2026


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A un anno dall'insediamento di Donald Trump, qual è il bilancio per il settore auto degli Stati Uniti? La domanda è quanto mai lecita alla luce del blitz del tycoon nella “Città dei motori”, Detroit. Sta infatti suscitando polemiche il suo discorso tenuto all'Economic Club, un consesso di leader economici, imprenditori e rappresentanti dell'industria automobilistica e manifatturiera. Qui il presidente ha rivendicato i risultati della sua politica, insistendo sull'efficacia dei dazi: secondo lui, l'America sarebbe più forte grazie a queste misure, nonostante l'opposizione di democratici, giudici e Paesi stranieri.

Insulti alla Ford River Rouge

È diventato virale sui social un video che mostra Donald Trump attraversare la fabbrica Ford River Rouge di Dearborn, dove viene prodotto il pickup F-150. Il presidente ha interagito con lavoratori e dirigenti, tra cui l'executive chairman Bill Ford e il CEO Jim Farley.

A un certo punto, però, si sente un operaio gridare “protettore di pedofili”, in riferimento al caso Jeffrey Epstein. Il leader repubblicano ha reagito nel suo stile: dito medio e una parolaccia. “Una risposta appropriata e inequivocabile”, hanno commentato dalla Casa Bianca.

Discussioni a parte, per il settore auto è tempo di bilanci. Ecco che cosa dicono i numeri, a un anno dalla sua entrata in carica, il 20 gennaio 2025.

Il “muro” protettivo

Con il neoprotezionismo trumpiano, riassunto nello slogan “America First”, le Case vengono spinte a produrre direttamente negli Stati Uniti, a tutela dei lavoratori. Inoltre, il presidente ha definitivamente archiviato il mandato elettrico dell'era Biden.

Made in USA, i risultati

Poiché l'obiettivo dichiarato è aumentare la produzione domestica di veicoli leggeri, è questo il dato chiave da osservare.

Le stime per il 2025 della Federal Reserve e dei report di settore (tra cui S&P Global e OICA) indicano una produzione compresa fra 10,55 e 10,65 milioni di unità. Valori pressoché identici ai 10,56 milioni del 2024 e ai 10,61 milioni del 2023.

Per contestualizzare: dal 1967 al 2025, la produzione statunitense ha avuto una media di 10,64 milioni di veicoli l'anno, con un picco di 13,89 milioni nel novembre 1978 e un minimo storico durante la pandemia.

Sul fronte delle vendite, il mercato USA ha chiuso il 2025 a 16,27 milioni di unità (+1,9%).

Un anno dopo: quadro stabile

A dodici mesi dall'arrivo alla Casa Bianca, la produzione auto USA appare dunque stabile. Resta da vedere se i dazi e gli investimenti annunciati da Ford, GM e Stellantis, oltre che da altri costruttori stranieri intenzionati a creare o potenziare  fabbriche negli Usa, produrranno effetti più visibili nei prossimi mesi. A incidere, però, continuano a essere sfide strutturali e incertezze globali.




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